7 Marzo 2017

Eurostat denuncia: “Italia ultima in UE per numero donne manager”. Nell’ombra anche le ricercatrici

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L’8 marzo è la Giornata internazionale della donna, una giornata per non dimenticare: per ricordare le discriminazioni e le disuguaglianze che ancora oggi tante donne, bambine e adulte, sono costrette a subire, e le difficoltà che si incontrano per affrontarle e superarle, ma anche per ricordare le conquiste di parità ottenute nei decenni.

Eurostat denuncia: "Italia ultima in UE per numero donne manager". Nell'ombra anche le ricercatrici

(donnamoderna.com)

Eurostat denuncia: “Italia ultima in UE per numero donne manager”. Nell’ombra anche le ricercatrici. La disparità uomo-donna è ancora evidente nei cosiddetti “posti di comando”: anche se donne come Angela Merkel, Theresa May ma anche la nostra Federica Mogherini, sono esempi di quante sono riuscite ad ottenere ruoli apicali di potere a livello europeo a discapito di colleghi maschi, la parità resta ancora un miraggio, però, soprattutto se si guarda ai dati che dicono che, di fatto, è ancora fermo al 30% il dato delle donne nei posti che contano. L’Italia – emerge dai dati Eurostat – è ultima in Europa per numero di donne manager e seconda per la maggiore differenza salariale rispetto agli uomini. Il quadro complessivo europeo non è migliore: i due terzi delle posizioni manageriali nell’Ue sono occupate da uomini (4,7 milioni contro 2,6 milioni) e, nel caso in cui vi sia una donna, questa viene retribuita in media il 23% in meno per le stesse funzioni dirigenziali.

Cinque ore al giorno dedicate al “lavoro non pagato”. Le donne, quindi, nonostante rappresentino approssimativamente metà degli occupati nell’Ue, continuano a essere sotto rappresentate tra i manager. In base ai dati 2014 relativi alle imprese con 10 o più dipendenti, l’Italia insieme a Germania e Cipro è il Paese Ue con il minor numero di donne manager, appena il 22%, seguita a breve distanza da Belgio e Austria (23%), e Lussemburgo (24%). Grandi assenti anche dai vertici della ricerca, in Italia come in molti altri Paesi, le donne vivono ancora nell’ombra nei laboratori scientifici e nelle università. Nonostante molte ricercatrici siano esempi di eccellenza riconosciuti a livello internazionale, la maggior parte non riesce ancora ad emergere come meriterebbe. Secondo uno studio Ocse, le donne italiane dedicano in media al lavoro non pagato, ovvero quello per la cura dei figli, dei parenti e della casa oltre cinque ore al giorno piazzandosi al quarto posto tra i Paesi Ocse. Il dato risente della scarsa collaborazione dei partner nel nostro Paese che, con appena 100 minuti al giorno in media, si piazzano al quarto posto tra i meno impegnati nelle attività di cura della famiglia. (ANSA)

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