21 Febbraio 2017

Ambulanti, balneari e tassisti uniti contro la Bolkestein e Uber. Sit in a Montecitorio

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Ambulanti, balneari e tassisti uniti contro la Bolkestein e Uber. I rappresentanti delle tre categorie si sono dati appuntamento da questa mattina prima delle 8, davanti a Montecitorio, dove 2-300 manifestanti fanno pressing sui deputati che oggi, nell’ambito dell’esame del decreto Milleproroghe, dovranno votare la norma (già approvata dal Senato) che sposta al 31 dicembre 2018 la scadenza delle concessioni del commercio ambulante.

(Foto © ADNKRONOS)

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Ambulanti, balneari e tassisti uniti contro la Bolkestein e Uber. Sit in a Montecitorio. Per il sesto giorno consecutivo il servizio taxi è fermo e a Roma stanno arrivando da tutta Italia i tassisti: piazza Montecitorio è già piena. Uno striscione recita ‘Il servizio pubblico taxi non è in vendita ‘. Comincia infatti oggi alla Camera la discussione del Milleproroghe contenente un emendamento che, secondo la categoria, deregolamenta il settore. Alle 15 è previsto l’incontro tra i sindacati dei tassisti è il ministro Delrio. Taxi fermi a Roma e a Torino in attesa dell’incontro con il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Un nuovo presidio autorizzato è in corso in piazza Castello, a Torino. Circa 200 autisti raggiungeranno Roma. Saranno tre i rappresentanti torinesi della categoria al tavolo nazionale.

Ma non sono solo i tassisti a manifestare a piazza Montecitorio, dove si sono dati appuntamento anche gli ambulanti. “Con l’emendamento approvato in Commissione Affari Costituzionali al Senato il settore del commercio ambulante è di nuovo precipitato nell’incertezza – spiegano in una nota -. Gli avviamenti aziendali, ad esempio, sono stati azzerati: un incubo per 196.000 imprese. Con questa politica sbagliata, il Governo ha fatto sì che l’Italia (e la Spagna, solo in parte) sia l’unico paese d’Europa ad aver incluso gli operatori del commercio su aree pubbliche nella direttiva. A chi dice che non possiamo non assoggettarci alla Bolkestein diciamo ‘basta bugie’!” “Non accetteremo passivamente che ci venga sottratta la nostra attività, avviata e fatta crescere con tanti sacrifici – concludono gli ambulanti -. Le istituzioni sono ostaggio delle liti interne del primo partito di maggioranza: mentre il presidente del Pd Orfini lancia appelli per bloccare i bandi, il suo partito non lo ascolta. E mentre il Pd litiga, un’intera categoria commerciale viene precarizzata, lasciata nell’incertezza, indebolita fino all’annientamento”. (ANSA)

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