D-day Pd: è il giorno della resa dei conti. Si è riunita la Direzione nazionale del Partito democratico che “si chiuderà con un voto”, dice il presidente dem Matteo Orfini aprendo i lavori, prima dell’intervento di Matteo Renzi, che sottolinea: “Non voglio la scissione ma se arriva sia sulle idee e senza alibi”. E precisa: “Si chiude un ciclo alla guida del Pd” dice il segretario, facendo un veloce bilancio degli ultimi anni e ricordando tra l’altro il 40% alle Europee e l’avanzo nei conti del partito.
Direzione Pd, Bersani: “Un errore il congresso-lampo”. Renzi: “No a scissione”. “Io non voglio scissioni – ha detto – e se le voglio le vorrei sulla base di una discussione, se ci dovrà essere una scissione, e io spero di no, che sia senza alibi, non con l’alibi del calendario”. “Il voto e il congresso – ha puntualizzato – sono due concetti divisi e aggiungo che non sono più premier, non sono mai stato il ministro dell’Interno né sono il presidente della Repubblica. Quando si vota non lo decido io, questa visione ‘giucascaselliana’, quando lo dico io, va rimossa. Ci sono elementi positivi per votare prima e anche per votare dopo, è una discussione che fa chi ha responsabilità istituzionali. Ma sia chiaro a tutti che il congresso non si fa per decidere il giorno del voto”. Al banco della presidenza siede, al fianco del segretario Matteo Renzi, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al quale Renzi ha ribadito la propria stima (“massima stima e amicizia di tutto il Pd. Nel rapporto decennale che ci lega non è la lealtà che manca”). In platea si vede tra gli altri il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
La direzione del Pd si concluderà con un voto. Lo conferma il presidente del Pd Matteo Orfini, dicendo che darà precedenza agli interventi dei membri della direzione che voteranno rispetto ai parlamentari e segretari locali invitati. Gli iscritti a parlare sono già 40.
Pier Luigi Bersani arrivando alla riunione ha detto di ritenere sbagliata la scelta di un ‘congresso-lampo’: E’ l’ennesimo errore di Renzi? Gli è stato chiesto dai crinisti. “Temo di sì”, replica Bersani prima di entrare alla Direzione Dem. Il perchè, ha osservato, “Lo dirò in direzione…”. E alla direzione del Pd ci sarà, a quanto si apprende, anche l’ex premier Massimo D’Alema.
La minoranza non si fida, e insiste per regole concordate insieme, sollecitando un segretario di garanzia per la fase congressuale. Ma chi parla di scissione è antidemocratico e la linea non può essere dettata dalla minoranza, dicono i renziani. Enrico Rossi chiede un segretario di garanzia per la fase congressuale. Contro un ritorno anzitempo alle urne si pronuncia, fra gli altri, Romano Prodi. (ANSA)
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