9 Gennaio 2017

Questione ospedale, Luino 5 Stelle: “Luino è ancora provincia di Varese?”

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Ad analizzare la questione legata all’Ospedale di Luino, parlando di diritto alla salute per i cittadini, di politiche sanitarie e locali, delle prese di posizioni degli amministratori e, anche, dell’attività del comitato pro Ospedale di Luino, Giorgio Bosoni, attivista luinese del Movimento 5 Stelle Luino, appartenente al gruppo “Luino 5 Stelle”. Ecco la sua posizione in merito.

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Questione ospedale, Luino 5 Stelle: “Luino è ancora provincia di Varese?”. “Durante questa combattuta stagione per la salvaguardia dei nostri ospedali e delle funzioni che svolgono al servizio dei Cittadini (la salute e le cure sono nostri diritti Costituzionali che venivano garantiti a tutti, non beni o servizi su cui pochi potessero lucrare) il gruppo ‘Luino 5 Stelle’, a cui ci onoriamo di appartenere è rimasto defilato. Abbiamo adottato una posizione rispettosa nei confronti del ‘comitato per l’ospedale di Luino’, partecipando all’alacre opera di coinvolgimento dei luinesi per quanto riguarda il determinare l’inversione di rotta rispetto al depotenziamento della struttura, ma senza bandiere né ‘franchising’ politici. La cittadinanza sovrana, attiva e partecipe che si mette in gioco e sostiene il comitato, rispecchia in toto il nostro modo di pensare e agire.

Luino, la sua gente, le vittime sacrificali del ‘progetto di privatizzazione’ in corso da quando la ‘seconda Repubblica’ emise il suo primo vagito, sono riusciti a modificare le iniziative politiche nazionali e regionali concernenti il loro ospedale. Conoscenza del tema, passione e consapevolezza di quanto in cantiere, unite ad un duro lavoro, hanno portato alla stesura di un progetto dettagliato, pratico e realistico. Un risultato ottenuto partendo dalle esigenze riconosciute costituzionalmente al cittadino, in cui la più larga fetta della politica locale si è insinuata strumentalmente solo successivamente, dimostrando di non essere in grado di deviare il percorso spontaneo intrapreso dagli abitanti del distretto interessato.

Tutto rose e fiori? Leggendo le cronache degli ultimi anni parrebbe proprio il contrario. La classe ‘digerente’ e la sua espressione politica, tornano fievolmente a far sentire i propri umori, sentendosi garantito il supporto dei grandi capitali anche internazionali e dei ‘corporative media’, nella continuazione dell’opera di dissezione dei nostri guadagnati e strapagati diritti.

Mi sovviene spontanea una riflessione che subito qualcuno taccerà di populismo: ‘Se dopo 22 anni di politiche al risparmio, riforme che introducono solo tagli lineari non corrispondenti alle prestazioni erogate dalle A.S.L., smantellamento degli organici, blocco del ‘turn over’ come dei contratti di lavoro, nessuna efficace misura a contrasto di corruzione, sprechi ecc. hanno prodotto questo sfacelo, forse i nostri tubi digerenti nazionali stanno sbagliando tutto da allora?’. Coscientemente? Nel nome di chi? Scusate la domanda pleonastica e i concetti ridondanti ma pare non sia chiaro a tutti cosa ci stia cadendo addosso.

A noi dell’Alto Verbano orientale le conseguenze e nessuna risposta esaustiva, solo sotterfugi e prevaricazioni. Il riassetto delle strutture sanitarie locali, ha scatenato una asincrona e ormai depotenziata reazione, che voleva mostrare ‘l’indignazione’ dei Sindaci dei comuni serviti dal nosocomio di Cittiglio. Gli amministratori del comprensorio di riferimento, in difesa del mantenimento dello stato attuale, hanno scatenato il finimondo. Del tutto lecitamente; è nei loro doveri-diritti, ma non si può accettare, nella fattispecie, l’intromissione dei dirigenti della Provincia che, contrariamente a quanto garantito al popolo italiano non sono state abolite (solo il nostro diritto di scegliere votandoli i nostri rappresentanti nell’istituzione è sparito), e che per Luino non hanno battuto ciglio, smorzando in precedenza anche l’unica voce autorevole del luinese: quella del Sindaco Pellicini. L’eco alle sue posizioni è rimbalzata tra la sola cittadinanza, aggregatasi in comitato.

Stiamo assistendo alla solita manifestazione di spocchiosità e presunzione da parte di ‘tuttologi’ di dubbia preparazione specifica e traballante indipendenza che, per non deludere i capi clan (li dentro le chiamano ‘correnti’) stanno rappresentando finalmente ed esplicitamente, dal palco scenico provinciale, la reiterata ‘danza delle balle’. Vogliamo evidenziarne la scorrettezza, la non osservanza dei regolamenti in vigore e la chiara manifestazione di intenti: far pagare ai contribuenti gli adeguamenti agli standard attuali e poi svendere o regalare(si) ai loro sponsor strutture che erogheranno solo prestazioni a pagamento e solo le più remunerative per loro.

L’entrata a gamba tesa dei potentati finanziari internazionali, nel tentativo di scongiurare la bocciatura della deforma appena incenerita dagli elettori, mirava anche a questo con la modifica del Titolo V°. Vorremmo evidenziare l’arrogante scorrettezza che ammanta tutto questo.

Ripensando al loro colpevole silenzio sulla ‘Questione Luino’, come se la nostra cittadina e il relativo contesto non facessero parte dell’Area Metropolitana varesina, appare evidente che in quel nucleo si voglia concentrare il centro di spesa da cui rilasciare poi sgocciolanti risorse verso valle, che si limitano come spesso accade all’orticello domestico, sempre ben coltivato e che produce consenso e di conseguenza fondi e stanziamenti per soddisfare gli appetiti dei relativi sponsor economici. Stanno cercando con ogni mezzo e/o mezzuccio di plasmare il nostro futuro in modo che corrisponda agli scenari a loro più congeniali.

Possiamo continuare a tacere al cospetto di questa ‘distorsione della Democrazia’? Noi 5 stelle ovviamente no ed è per questo che chiediamo ai politici che amministrano i Comuni del comprensorio di iniziare a pensare in grande: ribellarsi ai dictat dei loro partiti di riferimento, i cittadini contribuenti (elettori) già lo fanno.

Come ormai noto a tutti, la nostra posizione a riguardo è radicalmente opposta e la sosterremo strenuamente per tutti i cittadini, in tutte le sedi”.

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