Interessante e partecipato il viaggio alla scoperta dei luoghi cari a Piero Chiara il 31 dicembre scorso, durante la passeggiata commemorativa tra le strade, piazze e palazzi luinesi. A trent’anni dalla scomparsa, i “Chiarissimi Pierini”, insieme l’Ascom Luino, insieme a “L’Eco del Varesotto”, hanno organizzato una bella giornata all’insegna della storia, della cultura e del ricordo al compianto scrittore luinese.
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Luino, trent’anni dalla scomparsa di Piero Chiara: le foto dei luoghi cari allo scrittore. Una bella giornata, rasserenata dal tiepido sole invernale, quella che lo scorso 31 dicembre ha accompagnato i partecipanti per le vie di Luino, ricordando uno dei suoi più celebri artisti, lo scrittore Piero Chiara. A trent’anni dalla sua scomparsa, un evento per ricordare il suo pensiero, la sua creatività, i suoi luoghi e la sua opera letteraria, raccontata da persone che lo hanno conosciuto tra amici, studiosi e concittadini. Una cinquantina circa le persone che hanno voluto rendere omaggio allo scrittore, grazie ai “Chiarissimi Pierini”, all’Ascom di Luino e al settimanale “L’Eco del Varesotto”, che ci ha portato alla scoperta di tutti i luoghi, anche quelli meno conosciuti, cari a Piero Chiara.
Il viaggio che lega Luino a Piero Chiara. Dopo la commemorazione presso il cimitero di Luino, dove è sepolto Chiara, dal Salone Doganale della Stazione, è iniziato il viaggio nei suoi luoghi, dove ha vissuto e ha preso spunto per scrivere i suoi romanzi. Ogni intervento ha accompagnato le tappe nel centro cittadino, partendo proprio dal Museo Ferroviario del Verbano e dalla storica abitazione di Casa Branca, dove è stata portata alla memoria l’amicizia sincera tra “il Chiara e il Nino”, compagni di gioventù e di mille avventure. Da qui si è passati al Ristorante Albergo Elvezia, di cui resta traccia nelle pagine del romanzo “La spartizione”, e poi un omaggio a Mamma Rosa, davanti al cancello d’ingresso di quello che fu il casino di Luino. Si è passati in rassegna, poi, il Palazzo Verbania, dove nei locali sotterranei Chiara era solito a passare le sue serate giocando a carte, ricordando anche la Stazione Ferroviaria Elettrica della Valganna al lungolago e la Banca Popolare di Luino e di Varese. La camminata è proseguita poi in piazza Garibaldi, verso Casa Mutti e Casa Zanella, su cui, un tempo, campeggiava l’insegna della sartoria Primi. Da quel balcone il piccolo Pierino Chiara si allenava a conoscere il mondo, a caratterizzare i personaggi, a cogliere le sfumature della vita, a percepire odori, suoni e rumori della natura, a curiosare con lo sguardo dentro quel locale che diverrà, in gioventù, una sua seconda casa, il Caffè Clerici. Il rifugio sicuro, però, resta pur sempre la sua casa, quella casa che l’ha visto nascere nel lontano 23 marzo 1913, nella “tortuosa ruga”, la Via Cavallotti, dove “innumeri finestre s’aprono all’aria acerba”. Qui, in via Cavallotti, la fine di questo breve viaggio. Poi, di vicolo in vicolo, Piero ha accompagnato tutti i partecipanti presso il ristorante “I tre re”, per salutare al meglio il 2016 e dare il benvenuto al 2017, tra sogni e speranze. Un momento convivale per ricordare lo scrittore luinese tanto caro al paese lacustre.
Un ringraziamento speciale va a Davide Boldrini, che ci ha concesso gentilmente le fotografie della giornata.
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