13 Dicembre 2016

Maccagno: il terzo paradiso parte da qui, tra l’arte povera e le storie di dolore dei migranti

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(emmepi) Sappiamo che l’Arte, nel suo significato più sublime, è l’espressione estetica dell’interiorità umana, è ricerca di bellezza, è capacità di trasmettere messaggi emozionanti. Quando poi l’Arte diventa espressione di impegno sociale, allora siamo davvero di fronte a qualcosa capace di modificare profondamente il nostro sentire e il nostro comportamento.

Maccagno, il terzo paradiso parte da qui

Questo è ciò che è accaduto nella mattinata di sabato 10 dicembre scorso al civico Museo Parisi Valle, dal quale è partito il tour del progetto Rebirth Day 2016 “Anime disperse – Salviamole prima” promosso dall’Associazione Ponte Degli Artisti “la scaletta dell’arte e oltre”, a sostegno del progetto per il Terzo Paradiso ideato dal pittore e scultore biellese Michelangelo Pistoletto (classe 1933), uno dei maggiori interpreti dell’arte povera. Di che cosa si tratta?

Il suo ideatore lo definisce così: “Il progetto del Terzo Paradiso consiste nel condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra. Significa il passaggio ad un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. È il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale”. Il Ponte Degli Artisti, Associazione da molti anni attiva su progetti umanitari e di solidarietà, quest’anno è diventata ambasciatrice del movimento del Terzo Paradiso, proponendo un evento per sensibilizzare sul problema della migrazione, nella ricerca di nuove soluzioni affinché i migranti non finiscano nelle mani dei mercanti di anime, nella promozione dell’accoglienza e dell’integrazione. Un tour che non a caso parte da Maccagno con Pino e Veddasca, per attraversare l’Italia toccando molte città come Milano, Monza, Padova, Viareggio, Terni, Foggia, Modica fino a Pozzallo, in Sicilia, dove, il 21 Dicembre, ognuno potrà raggiungere il gruppo portando una sedia, “possibilmente una di quelle che si usano a casa tutti i giorni”.

Proprio nel nostro comune, infatti, dallo scorso anno è in atto un progetto di accoglienza gestito da Agrisol, braccio operativo della Caritas di Como, rivolto a diversi richiedenti asilo e protezione internazionale provenienti prevalentemente da Nigeria e Niger. Così, sabato mattina un sentiero di scarpe, sandali, stivali rossi ha segnato il percorso verso l’entrata del Museo, dove una serie di sedie dipinte e decorate, reggeva un volto, la maschera trasparente di un’anima dispersa nelle acque di un mare che, oltre alla vita, ha inghiottito i sogni e le speranze di uomini, donne, bambini in viaggio verso una nuova esistenza in Pace.

E al centro del salone i tre cerchi simbolo del terzo Paradiso, una riconfigurazione del segno matematico dell’infinito, in cui quello centrale rappresenta “il grembo generativo di una nuova umanità, ideale superamento del conflitto distruttivo in cui natura e artificio si ritrovano nell’attuale società”. Savi Arbola Appiani, presidente dell’associazione Ponte degli Artisti, ha brevemente spiegato il motivo di questa iniziativa: Quest’anno vogliamo dedicare il nostro Rebirth-day (giorno della rinascita) alla migrazione dei popoli e al senso del rispetto per tutte quelle anime disperse in mare che non sono riuscite a raggiungere quello che credevano fosse il loro paradiso; solidarietà per tutte le popolazioni che vivono giornalmente sulla loro pelle lo sconvolgimento umanitario creato dalla migrazione dei popoli e per tutti i migranti che fuggono dalle guerre e dalle tirannie”.

Sabato mattina è stata data voce a due migranti, che hanno raccontato la loro storia di dolore. Per la prima volta li abbiamo sentiti parlare, a lungo, come se finalmente si fosse sciolto quel groppo in gola fatto di paura, di orrore, di incredulità per ciò che era capitato loro, un nodo che per tanto tempo ha impedito di mettere ordine ai pensieri, alle emozioni, ai sentimenti. Abbiamo ascoltato come, da un momento all’altro, un luogo di culto come una chiesa, si sia potuto trasformare in un luogo di morte; come ci si può ritrovare perseguitati perché ci si rifiuta di aderire a gruppi che creano adepti pronti a compiere ogni genere di violenza.

Ecco come si può decidere, in una notte, che, per salvaguardare la propria umanità e la propria libertà, sia necessario strapparsi dal cuore le proprie radici e affrontare un lungo viaggio, denso di pericoli e di ostilità, con ulteriori persecuzioni e soprusi: unici compagni la solitudine, il dolore e un’irrefrenabile speranza di riscatto in un mondo nuovo e accogliente. Ma non per tutti è stato così: molti di loro non hanno coronato quel sogno. Tante, troppe “anime disperse” non troveranno pace se non cambieremo il nostro modo di pensare, “con un impegno personale per contribuire alla rigenerazione del nostro mondo con atti anche simbolici che permettano di iniziare il cambiamento nel senso della responsabilità e del rispetto, creando ponti che uniscano e che possano aiutare chi più ne ha bisogno”.

E il Terzo Paradiso non poteva che partire dalle sponde del nostro lago, come hanno sottolineato il sindaco Fabio Passera e Clara Castaldo, “da questo museo che sembra collocarsi all’estrema periferia del mondo, ma che ancora una volta riesce ad aprire le frontiere”. Salviamole prima, allora, queste anime disperse, per non dover più respirare il loro dolore attraverso una sorta di Antologia di Spoon River del terzo millennio che raccoglie stati d’animo adagiati pietosamente su una sedia vuota, quelli di spiriti identificati solo con un numero progressivo posato su un corpo senza vita:

Io resto quaggiù,
nel fondo di una casa per noi tutti,
senza ragioni e ipocrisie.
Una terra senza prigioni e un sogno
sarà il mio respiro d’acqua,
un vaso di cristallo di cuore.
Accogliere la nascita di mille
cavallucci, non più lamenti,
non più aprirsi e chiudersi di cancelli:
le nostre vite saranno astucci di
perle”.

Anima dispersa n. 6511

Ecco tutte le foto di “Eventi Lago Maggiore“, cliccare qui.

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