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6 Dicembre 2016

Tentata rapina, auto ritrovata a Cremenaga. Mastromarino: “Lo Stato intervenga contro la Svizzera”

Tempo medio di lettura: 3 minuti

E’ stata inoltrata stamane dal sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino, una richiesta di intervento formale allo Stato italiano nei confronti della Confederazione elvetica. Nel frattempo le ricerche serrate proseguite nella notte, hanno portato al ritrovamento dell’auto dei malviventi in prossimità del valico di Cremenaga. Si tratta di una Fiat, avente targa italiana.

(Photo © rsi.ch - archivio tipress)

(Photo © rsi.ch – archivio tipress)

Tentata rapina, auto ritrovata a Cremenaga. Mastromarino: “Lo Stato intervenga contro la Svizzera”. Il primo cittadino, nonchè presidente dell’Associazione Comuni italiani di Frontiera (ACIF), dopo la chiusura del valico di frontiera di Lavena Ponte Tresa, avvenuto in concomitanza dell’orario di rientro dei frontalieri per la tentata rapina avvenuta alla Raiffeisen di Molinazzo, ha contattato stamane il Prefetto di Varese, chiedendo l’intervento formale dello Stato italiano nei confronti della Confederazione Elvetica. Già nella serata di ieri aveva annunciato di voler procedere in tal senso, quando, presente al valico, insieme alle autorità militari e di polizia oltre che al Commissario capo del settore polizia di Frontiera di Luino, la dottoressa Valeria Consolmagno, che coordina la zona. Il provvedimento temporaneo avava innescato tante polemiche tra i cittadini. Il cantone, a detta del Sindaco, “ha fatto davvero una brutta figura. Le macchine andavano controllate una per una”, come ha affermato già nel primo video postato in rete, “ma non chiudendo le dogane, cosa che invece è avvenuta. La situazione, ha iniziato a smuoversi solo dopo l’intervento delle autorità italiane”.

Le parole del sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino. “Ho sentito il Prefetto telefonicamente – spiega Mastromarino – chiedendo una protesta formale tramite l’Ambasciata italiana in Svizzera o il Ministero, perchè ieri sera si è creata una situazione assurda, un vero e proprio sequestro di persona di centinaia di persone che dopo due ore sono diventate migliaia. Cittadini italiani bloccati al di là del confine da una transenna e impossibilitati a tornare a casa dopo una giornata di lavoro. E tutto per una tentata rapina”. Mastromarino, inoltre, ha sottolineato la sproporzione tra quello che era successo alla Raiffeisen di Monteggio e il provvedimento adottato dalla guardia di confine svizzera: “E’ vero che nel Trattato di Schengen c’è la possibilità di una chiusura unilaterale delle frontiere – dice – ma solo per fatti gravi attinenti la sicurezza nazionale, di certo non per una tentata rapina. Ieri sera alla dogana di Lavena Ponte Tresa c’era con me anche la dottoressa Valeria Consolmagno, dirigente della Polizia di frontiera di Luino, che ha competenza anche sul valico di Ponte Tresa – aggiunge Mastromarino –. Non possiamo far passare sotto silenzio quella che è stata una reazione spropositata da parte svizzera che ha creato disagi a migliaia di lavoratori italiani del tutto estranei a quanto accaduto”. “Non desidero fare strumentalizzazioni del fatto – conclude il sindaco -. A me, ribadisco, interessa la dignità dei nostri frontalieri bloccati per ore dopo una lunga giornata di lavoro. Il ritrovamento dell’auto in quel punto dimostra che forse la misura intrapresa in Ticino è stata abnorme”. La prima domanda, che potrà essere chiarita dalle registrazioni delle telecamere al confine, riguarda l’orario in cui i due inseguiti hanno lasciato il Ticino per l’Italia.

“Si è trattato di un provvedimento del quale non è giunta alcuna comunicazione alle autorità doganali italiane”. Queste le parole di Valeria Consolmagno, Commissario capo del settore polizia di Frontiera di Luino, che confermano ciò che è accaduto ieri sera. “I nostri agenti in servizio di pattuglia nella zona ad un certo punto non hanno più visto flusso veicolare in uscita dalla dogana di Ponte Tresa – spiega la dottoressa Consolmagno -. In questo modo abbiamo scoperto che la Polizia Cantonale aveva bloccato i valichi di frontiera”.

Nella notte il lavoro e le ricerche dei malviventi sono proseguite, portando all’individuazione dell’auto utilizzata per la tentata rapina. E’ stata ritrovata nella notte, dal personale della Polizia di Stato del Settore Polfrontiera di Luino, la vettura utilizzata dai due malviventi che, nella giornata di ieri. verso le ore 16.30, hanno tentato una rapina presso la filiale dell’istituto bancario elvetico “Raiffeisen” di Molinazzo di Monteggio. L’obiettivo dei malviventi era quello di rapinare il quantitativo di denaro presente nella banca e, per raggiungere lo scopo, i due hanno gettato del liquido nei locali della banca cercando di spaventare gli astanti. La reazione immediata degli impiegati però, di chiudere prontamente la porta, ha fatto desistere i malviventi che si sono dati immediatamente alla fuga a bordo di una Fiat Uno, di colore argento, con targa italiana. La vettura, in seguito ad accertamenti effettuati, è risultata provento di furto avvenuto nella medesima giornata, nel territorio di Busto Arsizio e successivamente abbandonata dopo la tentata rapina, non molto distante dal valico stradale di Cremenaga, in una zona poco transitata e vicina ad un’area boschiva; sono tutt’ora in corso gli accertamenti tecnico-scientifici, sul veicolo, al fine di isolare ed identificare eventuali tracce biologiche ed impronte digitali che possano aiutare gli inquirenti all’identificazione dei criminali. La dinamica posta in essere dai due individui corrisponde alla classica “staffetta”; i due criminali, con molta probabilità, dopo la tentata rapina, hanno abbandonato la vettura rinvenuta salendo a bordo di un’altra vettura “pulita” per non destare sospetti ed assicurarsi la fuga.

La Fiat Uno utilizzata ieri dai malviventi per compiere la rapina alla Raiffeisen di Molinazzo non andata a buon fine

La Fiat Uno, utilizzata ieri dai malviventi, per compiere la rapina alla Raiffeisen di Molinazzo che non è andata a buon fine

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