16 novembre 2016

Berlusconi: “Non c’è il mio erede, l’unico vero leader in politica è Renzi”

“L’unico leader vero dentro la politica è Matteo Renzi, fuori dalla politica forse ce n’è qualcuno, ma dalla politica uno è stato buttato fuori”. E’ il giudizio secco di Silvio Berlusconi dai microfoni di radio Rtl 102.5. Berlusconi ha auspicato di trovare un suo erede alla guida del centrodestra: “Spero ci sia, fino ad ora questa scelta non mi si è presentata. Avevamo puntato molto su qualcuno che però è addirittura passato dall’altra parte, altri ancora hanno deluso”.

(tribunaitalia.it)

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Berlusconi: “Non c’è il mio erede, l’unico vero leader in politica è Renzi”. Tanti anni di ricerche ma altrettanti “fallimenti”. Il giorno dopo lo “strappo” su Stefano Parisi (“non può avere un ruolo se in contrasto con Salvini”) Silvio Berlusconi non nasconde la propria delusione per non aver trovato un suo “erede” politico. “Spero che ci sia”, dce a Rtl 102.5, anche se “fino adesso questa scelta non mi si è presentata. Avevo puntato molto su qualcuno che poi addirittura è passato dall’altra parte… Altri personaggi hanno deluso. Di leader veri nella politica – osserva – ora ce ne è uno solo e si chiama Matteo Renzi. Fuori dalla politica forse ce ne è qualcuno, ma dalla politica è stato buttato fuori…”.

Berlusconi ha parlato anche di referendum. “Renzi mente: se vince il no non ci sarà nessun caos. Sono le stesse bugie – ha aggiunto – che diceva Napolitano quando diceva all’estero che il mio governo non aveva i soldi per pagare gli stipendi”. Lo ha detto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi a Rtl 102,5. “Renzi – prosegue – usa l’arma della paura per raccogliere voti”. “Se vince il no – ha detto ancora – si potrà avere un governo che faccia la legge elettorale e ci porti al voto. Oppure un esecutivo che faccia una riforma costituzionale con quelle cose che in questo non ci sono”. “Noi vogliamo che vinca il no per ridare voce agli italiani e arrivare a ridiscutere una riforma della Carta tutti assieme, per raggiungere un accordo più ampio possibile”. A chi gli chiede se fosse pentito della rottura con Renzi, l’ex premier risponde netto: “Purtroppo ci siamo chiamati fuori quando abbiamo capito che non era interessato a una vera riforma ma a regole cucite addosso a lui. A quel punto avevamo non solo il diritto, ma anche il dovere di opporci”.

Parisi, vado avanti, le coalizioni tra leader hanno poco senso. “Io vado avanti. Credo che al centrodestra serva qualcosa di più di un talent scout”. Lo ha detto Stefano Parisi rispondendo dagli schermi di Omnibus a breve giro alle parole di Silvio Berlusconi ospite poco prima di Rtl 102.5. “Forza Italia – ha ricordato – ha perso negli ultimi anni dieci milioni di voti” e se “Renzi va in crisi, cosa probabile dopo il referendum, l’alternativa è Grillo e questo mi preoccupa. Quello che cerchiamo di fare – ha quindi spiegato – è costruire un’alternativa liberale, e va fatto con le persone. Le coalizioni tra leader hanno poco senso. Vanno fatte su una base programmatica seria e condivisa, altrimenti è meglio evitare di farle. L’effetto delle coalizioni a tavolino l’hanno pagato tutti”, ha concluso. (ANSA)

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