13 Novembre 2016

Usa, Trump: “Cacceremo due, tre milioni di immigrati irregolari”. Continuano le proteste

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Via due milioni di immigrati irregolari, “forse tre”. Donald Trump, presidente eletto degli Stati Uniti, si esprime così in un’intervista a 60 Minutes, che la Cbs trasmetterà nella serata americana. “Quello che faremo è prendere persone che commettono reati e che hanno precedenti penali, membri delle gang, trafficanti”, dice il magnate facendo riferimento a “probabilmente due milioni di persone, potrebbero essere anche tre. Li cacceremo dal paese o li metteremo in carcere. Ma li manderemo via, se sono qui illegalmente”, aggiunge.

EPA/SHAWN THEW

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Usa, Trump: “Cacceremo due, tre milioni di immigrati irregolari”. Donald Trump ha ribadito in una intervista alla Cbs, che sarà trasmessa nelle prossime ore, un’altra delle sue promesse elettorali, l’espulsione di 2-3 milioni di clandestini con precedenti penali. “Quello che faremo è buttare fuori dal Paese o incarcerare le persone che sono criminali o hanno precedenti criminali, membri di gang, trafficanti di droga”, ha detto, indicando la cifra in due, forse anche tre milioni. Quanto agli altri irregolari, il neopresidente eletto ha sostenuto che una decisione verrà presa dopo aver reso sicura la frontiera. Trump ha confermato che intende costruire il muro al confine col Messico, precisando che una parte potrebbe essere muro e una parte una “recinzione”, in accordo con quanto proposto dai repubblicani al Congresso.

Migliaia di persone hanno manifestato in diverse città degli Stati Uniti per la quarta notte consecutiva contro l’elezione di Donald Trump a presidente. Diciannove le persone arrestate a Portland dove, nonostante gli appelli alla calma del sindaco e della polizia, si sono verificati nuovi scontri con la polizia che ha sparato granate assordanti dopo il lancio di pietre e bottiglie da parte di un gruppo di manifestanti. A New York la protesta è partita da Union Square, ha attraversato la Fifth Avenue ed è arrivata sotto la Trump Tower, dove è stata bloccata dalla polizia. Manifestazioni anche a Chicago, Los Angeles, San Francisco, Las Vegas.

Intanto Trump starebbe valutando di compiere un tour della vittoria negli Stati che lo hanno eletto presidente. Ad ipotizzarlo Kellyanne Conway, ex campaign manager destinata ad avere un posto di rilievo nella prossima amministrazione guidata dal tycoon. Il presidente eletto ieri ha incontrato Nigel Farage, leader del partito eurofobico Ukip. “Hanno parlato di libertà – ha confermato Conway – e della vittoria e di ciò che questo significa per il mondo”, ha riferito dopo il colloquio, avvenuto nella Trump Tower. Farage è stato insieme all’olandese Geert Wilders l’unico leader politico europeo a parlare alla convention repubblicana della scorsa estate.

“Particolarmente soddisfatto per la reazione molto positiva di Trump all’idea di riportare il busto di Winston Churchill nello Studio Ovale”, ha scritto Farage su Twitter dopo aver l’incontro. Sul busto di Churchill si era scatenata una polemica tra Barack Obama e l’allora sindaco di Londra Boris Johnson che lo aveva accusato di aver rimosso la statua dallo Studio Ovale. “Questo è un uomo con cui possiamo fare affari”, ha twittato ancora Farage accompagnando il post con una foto di lui e Trump sorridenti che escono da un ascensore dorato del grattacielo. “Il sostegno di Trump al rapporto tra Usa e Gb è molto forte”. “E’ stato un grandissimo onore incontrare Trump. Era rilassato e pieno di buone idee. Sono convinto che sarà un buon presidente”, ha aggiunto l’ex leader dell’Ukip.

Hillary Clinton intanto recrimina contro l’Fbi per la sua sconfitta. L’ex candidata democratica l’ha attribuita al direttore del Federal Bureau of investigation James Comey e in particolare alla sua seconda lettera al Congresso, ad appena tre giorni dal voto. E’ stata proprio quella lettera di “assoluzione”, ha sostenuto oggi in una conference call con i maggiori contributori della sua campagna, ad aver fatto più danni ancora della prima, quella del 28 ottobre, quando comunicò al Congresso la riapertura delle indagini sull’emailgate. Perché la seconda lettera ha “motivato” gli elettori di Trump. (ANSA)

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