E’ Matteo Spertini, 28enne di Laveno Mombello, ad aver vinto ieri il premio “Riccardo Prina” 2016 di fotografia, grazie al progetto “Questo il presidente non lo sa”, un racconto fotografico sull’anno passato da Matteo negli orfanotrofi della Burizia, una regione della Siberia. Il premio, ideato dagli Amici di Piero Chiara e diretto da Bambi Lazzati, è dedicato al giornalista e critico d’arte scomparso nel 2010, ha visto la giuria scegliere il vincitore tra 18 finalisti.
[slideshow_deploy id=’96324′]
Varese, il Premio “Riccardo Prina” al lavenese Matteo Spertini. “Dedicato ai bambini siberiani”. E’ stato premiato ieri pomeriggio, presso la Galleria Ghiggini di Varese, Matteo Spertini, vincitore del Premio “Riccardo Prina” 2016. Quasi un centinaio i partecipanti, 18 i finalisti, con la giuria che ha puntato fortemente sul racconto del 28 lavenese che, dopo aver passato un anno in Siberia (ndr, nella regione Burazia) all’interno di orfanotrofi per il Servizio Volontario Europeo, ha partecipato ad uno dei concorsi fotografici più importanti della provincia di Varese.
L’esperienza in Burazia. “Ho lavorato come volontario negli orfanotrofi tra la Siberia e la Mongolia per un anno e sono tornato a casa con un sacco di foto che rappresentato il periodo che ho passato lì – racconta Matteo – . Ho scattato, insieme ai bambini ed ai ragazzi, una quantità enorme di fotografie tra condizioni climatiche avverse, paesaggi suggestivi e semplici momenti di vita quotidiana. Una parte di scatti sono stati effettuati da me, altri direttamente dagli adolescenti ai quali ho portato un trolley di ‘Usa e Getta’. Dopo alcune lezioni in un laboratorio di fotografia che tenevo per loro, si può dire che abbiamo creato un vero e proprio diario fotografico durante la mia permanenza”.
Il lavoro: “Questo il presidente non lo sa”. “Ho censurato i volti dei bambini, tagliando parti di foto in cui ci sono gli occhi inserendo righe bianche – spiega il 28enne lavenese -. Questa scelta deriva dalla mia volontà di proteggere la loro identità, soprattuto simbolicamente, perchè era un mio intento primario rifuggire il pietismo dei bambini orfani nel mondo. Questi piccoli hanno già una grande difficoltà da affrontare giorno dopo giorno, si tratta di situazioni molto drammatiche in cui non vi è l’affetto di una famiglia. Ho voluto raccontare questo spaccato di realtà senza andar oltre ciò che vedevo”.
La partecipazione al Premio “Riccardo Prina” e la vittoria. “Il mio progetto fotografico è sicuramente sui generis rispetto al territorio in cui vivo, quello della provincia di Varese – conclude Matteo -. Vincere un premio come questo a pochi chilometri da casa è una bella soddisfazione. Era la prima volta che partecipavo, ma lo conosco da tempo il premio ‘Riccardo Prina’. Sentir dire che la giuria è sempre stata d’accordo, sin dalla prima selezione, sulla vittoria del mio lavoro mi ha reso molto contento, anche perchè all’inizio eravamo in 92. Così, tutti i sacrifici fatti durante l’anno passato in Siberia sono stati ripagati, soprattutto vedendo la gioia negli occhi dei miei genitori, che li ringrazio per avermi sempre appoggiato e avermi spronato a perseguire le mie passioni, tra cui i viaggi e la fotografia. Il premio senza dubbio è dedicato a tutti i bambini, i luoghi ed i soggetti delle fotografie, che sono una parte importante di me”.
La mostra a partire da oggi sarà liberamente visitabile sino a domenica 30 ottobre, tutti i giorni (escluso il lunedì) negli orari 10.00-12.30 e 16.00-19.00.
© Riproduzione riservata






Vuoi lasciare un commento? | 0