Divenuto un cult movie degli anni Novanta, “Pulp Fiction” è il film che ha lanciato una giovane Uma Thurman e ridato smalto a John Travolta. Diretta nel 1994 da Quentin Tarantino, la pellicola può contare su un cast stellare, che include anche Tim Roth, Bruce Willis e Samuel L. Jackson. Chi di voi non lo hai mai visto? Bisogna rimediare.
22 anni fa usciva per la prima volta nelle sale cinematografiche “Pulp Fiction”. Quattro storie di violenza s’intersecano in una struttura circolare che si chiude con un ritorno all’inizio:
1) due balordi (T. Roth, A. Plummer) si accingono a fare una rapina in una tavola calda;
2) due sicari (J. Travolta, S.L. Jackson) recuperano una valigetta preziosa, puliscono la loro auto, insozzata dal sangue e dal cervello di un uomo ucciso per sbaglio, con l’aiuto di Mr. Wolf (H. Keitel), l’uomo che risolve problemi, e vanno a mangiare proprio nella tavola calda della rapina;
3) uno dei due sicari (Travolta) deve portare a ballare Mia (U. Thurman), moglie del capo (V. Rhames), che, scambiata eroina per cocaina, va in overdose;
4) il pugile Butch (B. Willis) contravviene ai patti, vince un incontro che doveva perdere e scappa con la borsa.
Ispirato a quella narrativa popolare di ambiente criminale che, dagli anni ‘30 e ‘40, era pubblicata dai pulp magazines, il secondo film di Quentin Tarantino (1963) procede sul filo di un’irridente ironia, di un efferato umorismo nero, di una dialettica tra buffonesco e tragico (tra “fun” e funesto) che mettono azioni, gesti e personaggi come tra parentesi, in corsivo, anche quando, come nel torvo episodio della sodomizzazione, questo film divertente e caustico dai dialoghi irresistibili penetra nell’abominio del male. Vietato in Italia ai minori di 18 anni. Palma d’oro a Cannes e Oscar per la sceneggiatura (Tarantino, Roger Avary).
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