16 Dicembre 2015

Cinema: 21 anni fa usciva nelle sale “Pulp Fiction”, il capolavoro di Tarantino diventato un cult

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“Mi chiamo Jerda, e non è con le chiacchiere che uscirai da questa m***a”. Frase cult di una scena cult di un film cult di 21 anni fa. Era il 16 dicembre 1994 quando nelle sale italiane usciva “Pulp Fiction”, capolavoro di Quentin Tarantino vincitore della Palma d’Oro a Cannes e premio Oscar come migliore sceneggiatura originale nel 1995.

Cinema: 21 anni fa usciva nelle sale “Pulp Fiction”, il capolavoro di Tarantino diventato un cult. Scritto sotto l’influsso di maestri come Hitchcock, Don Siegel e Godard, in Italia il film venne vietato prima ai minori di 18 anni poi ai minori di 14. Al 94esimo posto della classifica all time dei migliori cento film americani, “Pulp Fiction” è costato 8 milioni di dollari, di cui 5 sono stati spesi solo per il cast stellare: John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Bruce Willis, Harvey Keitel, Christopher Walken e Tim Roth.

Il film è l’ultimo capitolo di una trilogia “pulp” composta da “Le Iene” (1992) – di cui Tarantino utilizza lo stesso schema narrativo – e “Una vita al massimo” (1993). Le vicende si intrecciano scardinando lo schema cronologico – vero e proprio marchio di fabbrica tarantiniano – e si snodano in tre episodi che costruiscono una struttura circolare, avviata e conclusa dalla scena della colazione all’Hawthorne Grill.

Il film ha rilanciato la carriera di John Travolta, che dopo l’enorme popolarità raggiunta con “Saturday Night Fever” (1977), “Grease” (1978) e “Staying Alive” (1983) era finito in ruoli da commedia come i vari capitoli di “Senti chi parla” (1989, 1990, 1993). Per l’interpretazione di Vincent Vega l’ex Tony Manero ha ottenuto la nomination come miglior attore protagonista agli Oscar ’95, statuetta vinta poi da Tom Hanks per “Forrest Gump”. Stessa sorte per una giovane e promettente Uma Thurman, che nel ruolo della moglie del capo Mia Wallace si vide sfilare il premio di miglior attrice non protagonista da Dianne Wiest (“Pallottole su Broadway”). Insieme hanno dato vita a una delle scene principi del film, il ballo sulle note di “You Never Can Tell” di Chuck Berry.

Strepitosa l’interpretazione di Jules da parte di Samuel L. Jackson, candidato agli Oscar come miglior attore non protagonista (statuetta vinta da Martin Landau per “Ed Wood” di Tim Burton). “Pulp Fiction” ha avviato una sorta di sodalizio tra l’attore di Washington e Tarantino: i due hanno lavorato assieme anche in “Jackie Brown” (1997), “Kill Bill vol.2” (2004), “Django” (2012) e “The Hateful Eight”, che uscirà in Italia il 4 febbraio 2016. E’ infatti lui che pronuncia la frase in alto nella celebre scena in cui recita Ezechiele 25-17. Il passo in realtà non esiste per intero nella Bibbia, ma è stato ripreso dal film “Karate Kiba” (1976). Da Ezechiele Tarantino riprende solo la parte finale: “Farò su di loro terribili vendette, castighi furiosi, e sapranno che io sono il Signore, quando eseguirò su di loro la vendetta”. Il monologo viene ripetuto da Jules in una delle scene finali del film.

Il cast da capogiro è uno degli elementi che hanno portato il film nell’Olimpo del cult anni Novanta, ma inizialmente doveva essere diverso. Per il ruolo di Vincent Vega, ad esempio, i candidati erano Daniel Day-Lewis e Michael Madsen, mentre per Jules era stato selezionato Paul Calderon. Mickey Rourke, Sylvester Stallone e Matt Dillon erano candidati per il ruolo del pugile Butch, che andò poi a Bruce Willis. Immediato successo di pubblico e di critica, il film è stato omaggiato in tutte le salse. (ADNKRONOS)

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