13 Ottobre 2016

Olimpiadi Internazionali di Astronomia: un oro e due bronzi per l’Italia

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Una medaglia d’oro e due medaglie di bronzo per l’Italia alle XXI Olimpiadi Internazionali di Astronomia. Un risultato senza precedenti per il nostro Paese che ieri nel Teatro Arena di Smolyan in Bulgaria ha visto premiare con l’oro Jacopo Guoy Chen (Liceo Scientifico Statale “A. Landi” di Velletri – RM, senior) vincitore sia della prova teorica e che di quella pratica, con un bronzo Pietro Benotto (I.I.S.S. “G. Vallauri” di Fossano – CN, senior) e con un altro bronzo Lorenzo Pica Ciamarra (Liceo Classico Statale “Vittorio Emanuele II” di Napoli, junior).

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Le Olimpiadi Internazionali di Astronomia sono una competizione che si svolge annualmente tra studenti delle scuole secondarie di età compresa tra i 14 e i 17 anni e che vede fronteggiarsi squadre di circa 20 nazioni su argomenti che riguardano l’astronomia e l’astrofisica. La squadra italiana – 6 ragazzi, 3 per la categoria senior e 3 per la junior, composta oltre che dai vincitori da Flavio Salvati (Liceo Scientifico Statale “Leonardo da Vinci” di Fiumicino – RM, senior), Augusto Giuseppe Suraci (Liceo Scientifico Statale “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria, junior) e Vincenzo Sorrentino (Liceo Scientifico “M. Guerrisi” di Cittanova – RC, junior) – è il risultato di una severa selezione tenutasi in ogni regione durante lo scorso anno scolastico e i suoi componenti sono i vincitori della Finale nazionale 2016 che si è svolta a Milano lo scorso mese di aprile presso l’I.I.S. Statale “L. Cremona”. Le Olimpiadi italiane sono promosse da Miur e organizzate dalla Società Italiana di astronomia e dall’Istituto nazionale di astrofisica sotto l’egida del Comitato di Coordinamento delle Olimpiadi Internazionali di Astronomia. Ad accompagnare i ragazzi nella loro avventura in Bulgaria Maria Pia Di Mauro, dell’Inaf – Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali di Roma, in qualità di team leader, e Gaetano Valentini (INAF – Osservatorio Astronomico di Teramo), membro della giuria internazionale.

Ed è Valentini a raccontare su Media Inaf – il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica – la cronaca della competizione. “I ragazzi si sono dovuti districare nelle classiche tre prove olimpiche: teorica, pratica e osservativa. Nella prova teorica dovevano porre un satellite in orbita intorno a Marte per l’osservazione delle eclissi solari, stimare le variazioni della lunghezza del giorno dovute all’influenza della Luna, cercare la dimensione minima osservabile con un telescopio di un asteroide della Fascia di Kuipert e infine, da una ricostruzione storica dell’813 di una battaglia tra bulgari e bizantini in cui fu osservato un “segno nel cielo”, considerare le due ipotesi più accreditate sulla comparsa di una cometa o la possibile prima osservazione di una scissione cometaria. Nella prova pratica – prosegue Valentini – troviamo nuovamente una cometa, della quale, partendo da una tabella di effemeridi, i ragazzi dovevano stimare alcuni parametri dell’orbita, oppure fare stime di vari parametri partendo dal grafico della prima osservazione di un’onda gravitazionale da parte dell’esperimento LIGO. Nella prova osservativa, che a causa del maltempo è stata svolta indoor, dovevano riconoscere campi di quasar, alcuni oggetti del catalogo Messier nella costellazione dello Scorpione, oppure identificare le stelle ”mancanti” opportunamente cancellate da una cartina nella zona della costellazione di Orione”.

I ragazzi – racconta Valentini – hanno trovato le prove abbastanza difficili, ma hanno cercato di risolvere tutti i problemi proposti. Dai loro racconti dopo le prove trasudava tutta la loro soddisfazione per essere riusciti a ben confrontarsi con i quesiti. Soddisfazione che è salita alle “stelle” quando i ragazzi sono stati chiamati per la premiazione. “Il bottino alla fine è cospicuo. Un diploma di primo livello, due diplomi di terzo livello e due menzioni speciali per la miglior prova teorica assoluta e per la miglior prova pratica assoluta. Non nascondo che la mia personale felicità e quella dell’altra team leader, Maria Pia Di Mauro, è stata smisurata. Tutta la squadra, in un unico blocco, ha ampiamente festeggiato il grande successo con foto ricordo del bottino davanti al teatro, coinvolgendo anche le altre squadre”. “Si tratta di un risultato storico, – conclude Valentini – mai conseguito dalla nostra squadra. Questo è stato possibile grazie alla passione e alla serietà dei ragazzi, alla “pazienza” delle loro famiglie che li seguono, all’interesse e alla sensibilità mostrate dal MIUR, dalla SAIt e dall’INAF, al comitato olimpico ma, lasciatemelo dire, soprattutto ai responsabili locali e ai loro collaboratori, che rendono possibili lo svolgimento delle Olimpiadi già dalla prima fase delle preselezioni”. (ASKANEWS)

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