27 Settembre 2016

Regione Lombardia, approvata risoluzione per facilitare la mobilità dei frontalieri in Svizzera

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Un accordo con le Autorità elvetiche per facilitare la mobilità transfrontaliera, alla luce delle recenti decisioni del Canton Ticino, che ha introdotto una tassa di collegamento mantenendo al contempo il divieto del servizio di trasporto di automezzi italiani sul territorio svizzero (cosiddetto cabotaggio).

(mattinonline.ch)

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Regione Lombardia, approvata risoluzione con la Svizzera per facilitare la mobilità dei frontalieri. Lo chiede la Risoluzione illustrata dal Presidente della Commissione Speciale per i Rapporti fra Lombardia e Confederazione Elvetica, Antonello Formenti, (Lega Nord) approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale, che invita la Giunta ad attivarsi presso il Ministero dei Trasporti e la Commissione Europea affinché sia reso possibile il cabotaggio, superando una situazione antieconomica e di ostacolo al trasporto, anche collettivo dei frontalieri.

La tassa introdotta prevede che le aziende, che hanno più di 50 posti auto destinati ai dipendenti, debbano pagare 3,50 franchi a posto auto per giorno lavorativo. Somma che con tutta probabilità – si legge nelle premesse della Risoluzione – verrà fatta pagare ai frontalieri. Allo stesso tempo in Svizzera è vietato agli automezzi italiani (auto NCC o autobus) di svolgere interamente il servizio di trasporto sul suolo elvetico o anche di trasportare clienti in Svizzera senza che vi sia stato ritorno del vettore all’autorimessa italiana.

Il documento, che prima di arrivare in Aula era stato votato a luglio dalla Commissione Speciale, chiede dunque di stipulare un accordo italo svizzero anche per dare un quadro normativo certo nel settore della mobilità transfrontaliera.

Mi preme evidenziare – ha detto la Consigliera Segretaria Daniela Maroni (Lista Maroni) – che un nuovo auspicabile accordo transfrontaliero sul ‘cabotaggio’, si possa tradurre in un vantaggio per tutti. L’intervento del Governo italiano è quindi assolutamente necessario e indifferibile”. “Pari condizioni tra Italia e Svizzera e guardia alta sul dopo Referendum” sono stati chiesti nei loro interventi dai Consiglieri di FdI Francesco Dotti e Riccardo De Corato.

Insieme alla Risoluzione è stato approvato anche un Ordine del giorno (primo firmatario Mauro Piazza, Lombardia Popolare) che invita la Commissione regionale a programmare un incontro tra Consiglio Regionale e Gran Consiglio del Canton Ticino per la tutela della libera circolazione delle persone e garantire i lavoratori transfrontalieri, anche monitorando gli esiti e l’impatto del recente referendum.

Sullo stesso argomento è stato respinto un ordine del giorno presentato dal Partito Democratico giudicato dall’Assessore Francesca Brianza nel suo intervento, non condivisibile per i giudizi critici contenuti nel documento e relativi ad alcune decisioni assunte sui lavoratori stranieri in Canton Ticino. Per il Consigliere Luca Gaffuri (PD) il voto negativo sull’Ordine del giorno del suo gruppo, evidenzia una “Lega Nord genuflessa nei confronti della Lega dei Ticinesi e dell’UdC”.

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