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17 Settembre 2016

L’addio a Carlo Azeglio Ciampi, un ritratto di “civil servant”

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(Valerio Langè) – La morte di Carlo Azeglio Ciampi ieri ha provocato sui social reazioni per lo più composte e riconoscenti. Quei pochi che lo hanno accusato di tradimenti e altre simili stupidaggini, non sono che una minoranza, e non meritano neppure di essere nominati.

(milanofinanza.it)

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L’economista Francesco Giavazzi, professore alla Bocconi e consulente del Governo, ha pubblicato qualche riga di ricordo sul Corriere della Sera: leggendole, pare di vedere sovrapporsi la figura di Carlo Azeglio Ciampi all’immagine di Mario Draghi, attuale presidente della BCE. Due tecnici, non tecnocrati, due non-politici che hanno contribuito più di molti politici ad alcune scelte fondamentali per l’Europa, per il nostro Paese e per i nostri paesi.

Il primo tratto in comune: la formazione. Entrambi hanno studiato, in periodi diversi, in scuole rette dai Gesuiti. Chi conosce la Compagnia di Gesù sa come venga posto l’accento sul riconoscere i segni di Dio nella storia, e come, nella storia concreta, si venga invitati al discernimento, per arrivare a scelte forti.

Un secondo tratto, il periodo storico difficile. Constatato che non esistono tempi facili, occorre prendere atto che Ciampi fu scelto come Governatore della Banca d’Italia appena dopo il crack di Sindona e l’omicidio Ambrosoli; inoltre, il Governo Ciampi fu l’ultimo governo della Prima Repubblica e il primo governo tecnico italiano. Allo stesso modo, Draghi diventa Governatore della Banca d’Italia nel 2005, dopo che i fatti dello scandalo Bancopoli, collegato ad Antonveneta, portano alle dimissioni di Antonio Fazio. Draghi arriverà poi alla presidenza della Banca Centrale Europea nel 2011, nel pieno della grande recessione, iniziata nel 2007.

Il terzo tratto, l’impegno per l’Europa. Come riporta Giavazzi, di fronte ai tentennamenti di Prodi che voleva ritardare l’entrata dell’Italia nell’euro, Ciampi fu irremovibile. Draghi, a fine luglio 2012, quando la crisi finanziaria si trasformava in crisi dei titoli di stato, disse che “la BCE é pronta a fare tutto il necessario per preservare l’euro. E credetemi, sarà abbastanza”. Questa frase fu pronunciata davanti alla Global Investment Conference a Londra, capitale della finanza europea, mentre la politica europea navigava nell’incertezza e si prospettava la possibilità che i Paesi in crisi uscissero dall’eurozona. E, in effetti, fu abbastanza per placare la speculazione.

Questi tre aspetti, formazione, tempi e impegno, tracciano due ritratti simili, da cui estrarre un modello di ciò che nel mondo anglosassone viene definito”civil servant”: una persona competente che accetta le sfide del proprio tempo e si impegna per una causa di pace e unità.

Il risultato? Per Ciampi, il premio Carlo Magno nel 2005 (tra l’altro recentemente conferito anche al Santo Padre), per Draghi, uomo dell’anno 2012 secondo il Financial Times e The Times. Come dire, scusate se é poco.

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