Tutti gli Stati Uniti oggi commemorano il quindicesimo anniversario dell’attacco terroristico dell’undici settembre 2001, una serie di quattro attacchi suicidi che causarono la morte di circa 3mila persone, organizzati e realizzati da un gruppo di terroristi aderenti ad al-Qāʿida contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti, spesso citati dall’opinione pubblica come i più gravi attentati terroristici dell’età contemporanea.
Quindici anni fa gli Stati Uniti venivano colpiti al cuore. Era l’11 settembre del 2001, tra le 8.45 e le 9.03 (ora locale), due aerei partiti da Boston diretti a Los Angeles vengono dirottati da terroristi di Al Qaeda e fatti schiantare, uno dopo l’altro, sulle torri gemelle del World Trade Center di Manhattan. Ma non era ancora finita: mentre la grande Mela era ancora in preda al terrore, alle 9.43 un terzo aereo dirottato viene fatto precipitare sul Pentagono a Washington. Un quarto finirà in un campo in Pennsylvania prima di raggiungere il suo obiettivo grazie all’intervento di passeggeri ed equipaggio che provarono a fermare i dirittatori. Alla fine le vittime furono quasi 3mila, ma la ferita che quel giorno ha aperto non si è mai davvero rimarginata.
Queste sono le principali cifre degli attentati alle Torri Gemelle:
– 19 i dirottatori
– 2.974 i morti, di cui 2.603 a New York, 125 al Pentagono e 246 tra passeggeri e membri dell’equipaggio dei 4 aerei dirottati
– 6.291 i feriti
– 90 i Paesi di origine delle vittime
– 17.400 le persone che si trovavano all’interno delle Torri gemelle al momento dell’impatto dei due aerei
– Almeno 200 le persone morte lanciandosi dal World Trade Center in fiamme
– 411 i soccorritori morti, tra cui 341 pompieri
– Circa 1.600 i corpi che è stato possibile identificare
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