20 Agosto 2016

Terrorismo: in otto mesi ben 143 vittime in Europa

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Il terrorismo ha colpito duramente l’Europa occidentale quest’anno: dall’inizio dell’anno, sono 143 le persone rimaste uccise, il dato peggiore dal 2004 quando le bombe sui treni a Madrid fecero 191 morti. E’ quanto riferisce una ricerca della Bbc, nella quale tuttavia si sottolinea come negli ’70 le cifre raggiunsero livelli superiori.

Un uomo ferito soccorso fuori dal Bataclan, Parigi, 13 novembre 2015. (Thierry Chesnot/Getty Images)

Terrorismo: in otto mesi ben 143 vittime in Europa. L’Europa occidentale, quindi, non è preda di una “spirale discendente”. Inoltre, sostengono i ricercatori, solo il 6% degli attentati sono avvenuti in questa area, molti di più sono quelli che hanno colpito il Medio Oriente, come Siria e Iraq. Nonostante da gennaio notizie di attacchi e stragi abbiano tenuto banco sui quotidiani europei, negli anni ’70 la situazione era peggiore, come ha ricordato Erin Miller, che gestisce il Global Terrorism Database dell’Università del Maryland: “C’era il conflitto in Irlanda del Nord con l’Ira, la lotta di liberazione nella regione basca tra Spagna e Francia e un certo numero di gruppi di estrema sinistra attivi in altre parti d’Europa”.

Se si allarga però lo sguardo all’intera Europa, Turchia compresa, i numeri cambiano e il 2016 si presenta come quello tra i più segnati da morti in oltre vent’anni. Sono infatti 892 le vittime nei primi 7 mesi dell’anno, anche se la cifra è controversa dal momento che il database considera in questo gruppo anche coloro che hanno perso la vita nel tentato colpo di Stato in Turchia.

Se luglio è stato un mese nero per il terrorismo in Europa, non è andata meglio nel resto del mondo, con 1.580 morti complessivi, anche se le cifre riguardanti alcuni luoghi, come Iraq e Siria, sono difficili da ottenere. In totale, il 30% delle vittime riguardano l’Europa , mentre solo il 6% la parte occidentale del Vecchio Continente. Miller ha messo in luce come negli ultimi anni, “la vasta maggioranza degli attacchi è avvenuta in un numero molto limitato di Paesi, come Iraq, Afghanistan, Siria e Nigeria”.

Questo però non dissuade la gente dall’aver paura di essere uccisa in un attacco terroristico, benchè le possibilità siano bassissime. “Rispetto a tutte le paure che il terrorismo genera, è quasi certo morire per qualcos’altro”, ha sottolineato Steven Pinker, professore ad Harvard, ricordando i tanti modi in cui la gente si uccide, “guerre, omicidi, incidenti stradali”. Il terrorismo però, “è progettato per generare un sacco di pubblicità”: un fenomeno che “i terroristi conoscono” e sfruttano. (AGI)

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