Il terrorismo ha colpito duramente l’Europa occidentale quest’anno: dall’inizio dell’anno, sono 143 le persone rimaste uccise, il dato peggiore dal 2004 quando le bombe sui treni a Madrid fecero 191 morti. E’ quanto riferisce una ricerca della Bbc, nella quale tuttavia si sottolinea come negli ’70 le cifre raggiunsero livelli superiori.

Terrorismo: in otto mesi ben 143 vittime in Europa. L’Europa occidentale, quindi, non è preda di una “spirale discendente”. Inoltre, sostengono i ricercatori, solo il 6% degli attentati sono avvenuti in questa area, molti di più sono quelli che hanno colpito il Medio Oriente, come Siria e Iraq. Nonostante da gennaio notizie di attacchi e stragi abbiano tenuto banco sui quotidiani europei, negli anni ’70 la situazione era peggiore, come ha ricordato Erin Miller, che gestisce il Global Terrorism Database dell’Università del Maryland: “C’era il conflitto in Irlanda del Nord con l’Ira, la lotta di liberazione nella regione basca tra Spagna e Francia e un certo numero di gruppi di estrema sinistra attivi in altre parti d’Europa”.
Se si allarga però lo sguardo all’intera Europa, Turchia compresa, i numeri cambiano e il 2016 si presenta come quello tra i più segnati da morti in oltre vent’anni. Sono infatti 892 le vittime nei primi 7 mesi dell’anno, anche se la cifra è controversa dal momento che il database considera in questo gruppo anche coloro che hanno perso la vita nel tentato colpo di Stato in Turchia.
Se luglio è stato un mese nero per il terrorismo in Europa, non è andata meglio nel resto del mondo, con 1.580 morti complessivi, anche se le cifre riguardanti alcuni luoghi, come Iraq e Siria, sono difficili da ottenere. In totale, il 30% delle vittime riguardano l’Europa , mentre solo il 6% la parte occidentale del Vecchio Continente. Miller ha messo in luce come negli ultimi anni, “la vasta maggioranza degli attacchi è avvenuta in un numero molto limitato di Paesi, come Iraq, Afghanistan, Siria e Nigeria”.
Questo però non dissuade la gente dall’aver paura di essere uccisa in un attacco terroristico, benchè le possibilità siano bassissime. “Rispetto a tutte le paure che il terrorismo genera, è quasi certo morire per qualcos’altro”, ha sottolineato Steven Pinker, professore ad Harvard, ricordando i tanti modi in cui la gente si uccide, “guerre, omicidi, incidenti stradali”. Il terrorismo però, “è progettato per generare un sacco di pubblicità”: un fenomeno che “i terroristi conoscono” e sfruttano. (AGI)
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