5 Luglio 2016

Castello Cabiaglio protagonista di una bella storia di accoglienza ai migranti

Tempo medio di lettura: 2 minuti

In questo nostro tempo, nel quale ci imbattiamo nel continuo arrivo sulle nostre coste di barconi di migranti, spesso accompagnato da tristi e tragiche tragedie di morte, si trovano anche belle e piccole storie, come quella che ha visto protagonista un piccolo paese delle Valli Varesine, Castello Cabiaglio. Questa è, però, una storia importante, perché testimonia che dove c’è la voglia e la volontà di fare, non ci si ferma, ma si lavora per arrivare al cuore degli uomini e alla certezza che ogni essere umano è sacro, indipendentemente dal colore della pelle e dalla sua origine.

migranti

Castello Cabiaglio, in provincia di Varese, protagonista di una bella storia con i migranti. La storia ha avuto inizio quando Papa Francesco ha posto con crudezza il tema della solidarietà con gli sfortunati della terra, lanciando un accorato e forte appello a parrocchie e istituti religiosi affinchè si facciano carico dei profughi. Così, unica parrocchia per il momento delle nostre Valli Varesine, Castello Cabiaglio, collaborando con la Cooperativa Agrisol, legata alla Caritas Diocesana, ha messo a disposizione due locali, ampi e luminosi, con annessi servizi, nel centro del paese, vicino alla chiesa parrocchiale dedicata a S. Appiano.

“Per questo è stata lodata anche dal nostro vescovo Diego, presente nel paese per la consacrazione di un altare – spiegano dalla Cooperativa Agrisol -, che ha auspicato che anche altre comunità possano presto seguire questo esempio perché di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla guerra, dalla morte e dalla fame e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimo”.

Negli scorsi giorni il vescovo, accompagnato dal sindaco Marco Galbiati, dal direttore della Caritas diocesana comasca don Roberto Bernasconi, dal parroco don Enrico Molteni e dagli abitanti del paese, ha benedetto il piccolo appartamento. Erano presenti anche i futuri ospiti: quattro ragazzi nigeriani, (Aigbe Endurance, Godwin Monday, Ehizojie Sammy, Obi Christian), giovani che hanno lasciato ogni cosa dietro di sé e che hanno nel cuore memorie dolorose, ma che necessitano di essere condivise.

Nel paese, la Cooperativa Agrisol assiste anche un’altra coppia nigeriana, ospite presso una famiglia, che alla fine di maggio ha avuto il dono della nascita di un piccolo bimbo.

“Un grazie alla comunità che li ha accolti con affetto, decisa a condividere per un momento la loro strada e la loro umanità – concludono da Agrisol -: parlare con loro, porgere un sorriso, incrociare i loro occhi, è qualcosa che non fa luce all’esterno, ma si sente nel cuore. E’ soprattutto una prova della carità che ci sfida a uscire dalle false sicurezze e a mostrare effettivamente come crediamo in Dio. Il nostro non è un Dio che ci spinge a isolarci in casa o a costruire muri o barriere contro gli ‘altri’ per proteggerci dal nemico, straniero o diverso che sia. Gesù insegna che lo straniero è il samaritano che viene a soccorrerci”.

Vuoi lasciare un commento? | 0

I commenti sono chiusi.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127