5 Luglio 2016

Brexit, Junker contro Farage e Johnson: “Nazionalisti, non patriottici”

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Resa dei conti a Bruxelles tra la Commissione europea e i populisti, incarnati per Jean-Claude Juncker negli “eroi tristi” Nigel Farage e Boris Johnson. I protagonisti della Brexit, ha detto il capo dell’esecutivo europeo, “uno dopo l’altro danno le dimissioni” ed è il segno, “che sono nazionalisti ma non patriottici, perché non lascerebbero la scena quando la situazione diventa difficile”.

(thesun.co.uk)

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Brexit, Junker contro Farage e Johnson: “Nazionalisti, non patriottici”. Parlando al Parlamento europeo in sessione plenaria a Strasburgo, Juncker ha sottolineato di non capire che “chi vuole lasciare l’Unione europea prenda tempo” e per questo auspica, in accordo con il Consiglio europeo, che “il Regno Unito presenti al più presto la sua richiesta formale di uscire dall’Ue”, ribadendo quanto sancito nero su bianco dai 27 leader riuniti per la prima volta senza Londra, la scorsa settimana: “chi vuole libero accesso al mercato unico deve rispettare le quattro libertà, a partire da quella di circolazione e di movimento”. La colpa della Brexit, Juncker la fa ricadere solo su Johnson e Farage: “Non mi dimetto: non vedo come laCommissione possa essere considerata responsabile della Brexit”, ha detto il lussemburghese, che però ammette: “è vero che non possiamo continuare come prima, ma mi rifiuto di rivedere tutto”. In particolare, ha osservato, “le nostre priorità, crescita e occupazione innanzitutto, non devono essere riviste, ma le decisioni devono essere applicate”. Solo così, ha detto, si potrà fare “dell’Unione europea un’Unione degli europei”.

Il dimissionario capo dell’Ukip, intanto, continua ad accumulare brutte figure. Farage non si è presentato al suo posto di capo del gruppo euroscettico Efdd al Parlamento europeo nel giorno in cui si discute di Brexit, e molti colleghi lo hanno accusato senza mezzi termini di vigliaccheria, e per come si stanno mettendo le cose in Gran Bretagna il rischio è che lui stesso diventi un capro espiatorio del peggioramento del quadro politico ed economico. La Banca d’Inghilterra (Boe) avverte che dei rischi per la stabilità finanziaria hanno “cominciato a manifestarsi”, dopo la vittoria della Brexit al referendum del 23 giugno scorso. Di conseguenza la Boe ha deciso di alleggerire i vincoli di capitale imposti alle banche per invogliarle a sostenere l’economia britannica. L’istituto precisa poi che, a fronte della “sfida” rappresentata dalla Brexit, questa misure consentirà di un capacità aggiuntiva di prestiti di 150 miliardi di sterline (178,9 miliardi di euro), da destinare alle famiglie e alle imprese. La prima emissione di titoli del debito pubblico britannico dopo la Brexit registra un rendimento al minimo storico. Si tratta di un’obbligazione quinquennale il cui tasso si attesta allo 0,382%. (AGI)

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