1 Luglio 2016

“Olimpiadi Migranti”, profughi e bambini insieme tra sport e condivisione in quel di Caravate

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Si sono concluse mercoledì 29 giugno, le “Olimpiadi Migranti”, che si sono svolte tra i profughi ospitati a Caravate presso Villa Letizia, gestita dalla Cooperativa Agrisol, braccio operativo della Caritas diocesana comasca, e i grestini degli oratori di Caravate e di Cittiglio, accompagnati da don Silvio e don Giuseppe. A loro, all’Amministrazione Comunale e alla Pro Loco vanno i ringraziamenti per la fattiva collaborazione nell’organizzazione della giornata.

“Olimpiadi Migranti”, profughi e bambini insieme tra sport e condivisione in quel di Caravate. I migranti, dopo la giornata di lunedì 27 giugno, nella quale sono stati ospiti dell’oratorio, mercoledì hanno invitato i grestini a venire a Villa Letizia per trascorrere insieme un momento di festa e di condivisione. Al centro della giornata giochi e sport, in cui è emersa tutta la gioia, la spontaneità, la creatività e la briosità dei ragazzi perché lo sport è divertimento, piacere di confrontarsi e socializzare. I protagonisti di queste “strane” Olimpiadi, divisi per fascia di età in tre squadre miste, formate da grestini e da profughi, hanno giocato anche al Campo Sportivo Comunale e nel meraviglioso parco dei Padri Passionisti, per far passare ai ragazzi il messaggio che i loro “amici migranti” per un po’ di tempo faranno parte della vita di tutto il loro paese.

Dopo una iniziale timidezza, i più estroversi tra profughi e grestini hanno trascinato gli altri e il pomeriggio si è svolto in un clima positivo e molto allegro. Alle 18, insieme ai genitori, si sono tutti ritrovati presso l’Area Verde di Caravate per ricordare tutte quelle persone che, per un sogno, hanno perso la vita sui barconi della morte. Don Silvio e don Giuseppe hanno letto passi della Bibbia e pregato per la pace dell’Africa e del mondo intero, per la comunità, per il paese e per questi migranti che ce l’hanno fatta, ma che, adesso, giunti in quella che pensavano fosse la terra promessa, attendono che ci sia qualche frutto anche per loro. Dato che tra i profughi ci sono anche ragazzi mussulmani, erano presenti anche l’imam di Cassano Mustafà e Giorgio Stabilini, presidente della Comunità Islamica di Varese, che hanno letto alcune sure del Corano. E’ stato uno stare insieme per pregare, partecipando gli uni alla preghiera dell’altro.

Con la gradita partecipazione del sindaco di Caravate, Davide Matera, e del vicesindaco, Daniela Mendozza, in un’area gremita da tantissime persone, la Pro Loco di Caravate ha allestito una piacevolissima cena, in un sereno clima di amicizia, dove migranti, ragazzi e adulti erano seduti insieme nelle tante tavolate, conversando e scambiandosi sorrisi: è proprio vero che l’unico modo per scoprire di non essere poi così tanto lontani, pur nelle proprie diversità, è quello di incontrarsi e vivere insieme. Grande animatore della serata è stato Max Laudadio, che ha ricordato ai ragazzi l’importanza di aiutarsi sempre, perché il cuore cresce donando amore. Sono state poi proiettate le foto della giornata e Max ha premiato i ragazzi vincitori delle Olimpiadi.

Commovente è stata la testimonianza spontanea di Adama, un ragazzo nigeriano: “Ringrazio Italia e italiani perché mi hanno salvato la vita!”. Il giovane ha ringraziato Agrisol non per averlo accolto, per averlo vestito o per avergli dato da mangiare, ma per avergli salvato la vita. In una giornata così siamo tutti cresciuti un po’ di più.

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