30 Giugno 2016

Paolo Enrico: “Le difficoltà ci sono, inutile negarlo, ma i cittadini si fidino dell’Ospedale di Luino”

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Oggi alle ore 11, nella sala di Villa Maria, all’Ospedale di Luino, si terrà una conferenza stampa dedicata agli importanti investimenti che hanno interessato la struttura.La conferenza stampa sarà anche l’occasione per visitare i nuovi ambulatori specialistici ed interverranno il Direttore generale della ASST, Callisto Bravi, e il Direttore Medico del Presidio del Verbano, Sabrina Passarella. Per l’occasione, e visto che il tema del nosocomio luinese è sempre attuale, abbiamo deciso di intervistare il dottor ortopedico, Paolo Enrico, nonchè presidente della Commissione Sanità in Comunità Montana Valli del Verbano.

Il dottor Paolo Enrico, nonchè presidente della Commissione Sanità della Comunità Montana Valli del Verbano

Il dottor Paolo Enrico, nonchè presidente della Commissione Sanità della Comunità Montana Valli del Verbano

Qual è la situazione dell’Ospedale di Luino in questi mesi?

E’ chiaro che tutta la sanità lombarda, ma anche quella italiana, è nel complesso in sofferenza. I numeri dicono da sempre che la nostra regione, però, è migliore della maggior parte di tutte le altre realtà a livello nazionale. L’Ospedale del Verbano, plesso che insiste sulle due strutture di Luino e Cittiglio, negli anni ha avuto una diversificazione delle attività che si svolgono all’interno: se a Cittiglio, dal 1990, ci sono alcuni servizi in più, ginecologia e pediatria, Luino, invece, ha dalla sua alcuni reparti che funzionano ottimamente ed un pronto soccorso che lavora sempre e bene a livello professionale. C’è sempre tanto lavoro, mai un momento in cui il personale tira il fiato.

Quali sono i punti di forza dell’Ospedale di Luino?

Il reparto di medicina lavora al 100%, lo vedo sempre pieno con medici disperati per trovare un posto quando abbiamo in pronto soccorso persone che necessitano un ricovero. Il reparto di chirurgia che lavora e che tratta una piccola eccellenza, quella relativa alla terapia degli obesi. Un centro sviluppato in poche altre zone della Lombardia, dando un minimo risalto a questo reparto che sicuramente una volta aveva più posti letto ed effettuava più interventi. In un calo generalizzato, però, avvenuto dappertutto, vive di un’attività di base più alcune piccole eccellenze. Inoltre posso dire che Luino vive molto di ortopedia, e meno di traumatologia, che invece viene fatta a Cittiglio: noi facciamo circa 150 protesi l’anno, ginocchio ed anca, e abbiamo una grande attività di interventi ai piedi, ormai da anni, che porta a Luino persone da tutta la provincia, da Varese, Legnano, Gallarate, Busto Arsizio… anche questa la definirei un’eccellenza locale. Vi è anche la fisiatria, sempre piena, che raccoglie persone con problemi neurologici e traumatologico-ortopedico da mezza provincia.

Quali problematiche evidenzia invece?

Anzitutto i tempi per fornire le prestazioni agli utenti, che sono eccessivamente lunghi. Mi riferisco sia ad interventi, sia alle visite. Questa problematica si evince in qualsiasi struttura ospedaliera pubblica italiana. Se io ho bisogno di fare una visita chirurgica e non la posso effettuarla in una struttura, la faccio in un’altra, ma penso vi sia un livello di vasi comunicanti. I pazienti, infatti, piuttosto che aspettare due mesi in più si recano in un altro ospedale dove la fanno prima…

Ma spesso, per chi se lo può permettere, viene fatta a pagamento, visto che le strutture private o convenzionate hanno liste di attesa meno piene…

Questa è una scelta loro… ma se è necessario fare una visita immediata, magari con il dottore che si preferisce, questo capita molto spesso. Da decenni ormai vi è questa situazione che riguarda quasi tutte le regioni italiane. Forse nelle grandi città è ancora più marcato. Questo, però, non riguarda gli interventi, è utile farlo presente. Nego in modo categorico che una persona visitata in una struttura privata abbia dei grossi vantaggi qualora volesse farsi operare in una struttura pubblica. Se da qualche parte vi sono dei favoritismi questo non lo so, potrebbe anche succedere, non lo nego, ma qui a Luino ci sono delle liste operatorie abbastanza cospicue, appuntamenti fissati in tre quattro mesi, e ciò significa che la gente viene qui perchè si fida. Se questo non accadesse non avremmo queste liste di attesa. L’utenza che l’Ospedale di Luino è sempre stata in grado di accogliere è sempre maggiore rispetto alle possibilità…

Ed oltre le liste di attesa, quali altri problemi riscontra?

Ve ne sono anche altre e andrei ad analizzarle una ad una. Parliamo del laboratorio: ora funziona, c’è un tecnico anche di notte e fino ad un anno fa non c’era. Non deve essere chiamato da casa ed i tempi per eseguire degli esami sono più brevi. D’altro canto non ci sono più i medici perchè le funzioni che coprivano loro una volta ora vengono fatte a Varese…

Immagino faccia riferimento alla mancanza di figure professionali all’interno dell’Ospedale, come i radiologi, dal venerdì sera al lunedì mattina…

Sì, nei fine settimana e nelle notti potrebbe esserci qualche problema che però è prontamente risolto da Varese, non vi è mai una scopertura totale. Si potrebbe verificare solo un rallentamento dei tempi nell’eseguire quello che prima veniva fatto dal medico presente ed oggi lo facciamo attraverso la telemedicina. Non ci sarà mai una situazione per la quale un paziente che arriva a Luino non venga curato in modo adeguato. Per la radiologia non c’è più il reperibile che viene a leggere il referto, ma l’immagine viene esaminata a Varese.

E rispetto alla mancanza di personale nella struttura?

Anche questo è un grande problema, il personale è poco. E’ una grande limitazione e facciamo fatica a trovare persone che vengano a lavorare a Luino perchè non è un posto premiante. Siamo un po’ fuori, non c’è l’università. Io capisco benissimo un medico che non è delle nostre zone, che invece di venire qui da noi, sceglie di provare a fare carriera in un altro posto. E’ una scelta e non è colpa di nessuno. Non è facile trovare del personale, non è facile trovarlo qui come a Varese. Sarebbe il caso di incentivare l’arrivo di infermieri e medici facendo dei concorsi di ruolo subito, dopo qualche mese di prova. Non avere questi tempi lunghi di incarico e rinnovare continuamente contratti… Dopo un anno la valutazione sulla persona è chiara, e così a quel punto si potrebbe assumerla definitivamente, se ha le competenze e le capacità adeguate.

Per quale ragione, secondo lei, i cittadini però hanno il sentore di un depotenziamento dell’Ospedale di Luino? Cosa ne pensa?

Sicuramente l’Ospedale nel corso degli anni ha subito una diminuzione di servizi agli occhi dell’utenza, ma non vorrei che alcuni di questi soffiasero sul fuoco, creando allarmismi e facendo vedere che ci sono più problemi di quelli realmente presenti. I problemi ci sono, nessuno può negarlo, ma dico “no” a tutti quelli che pensano che l’Ospedale chiuderà a breve. Nel lungo periodo tutto può succedere anche perchè le decisioni spettano poi alla politica sanitaria lombarda. In tutti gli incontri che abbiamo fatto con chi dirige la sanità lombarda questa ipotesi è sempre stata negata. Le difficoltà ci sono, lo ripeto, come nel caso della mancanza di poter gestire gli interventi di notte, che è noto. Abbiamo avuto, però, la promessa che si tratta solo di una cosa momentanea.

Ma in un incontro organizzato negli scorsi mesi, il Pd locale ha denunciato che le preoccupazioni del territorio non sono recepite da Varese e Milano…

Le vere problematiche dell’Ospedale di Luino e di quello di Cittiglio sono quelle relative alla mancanza di personale. Il problema esiste anche a Cittiglio, ma per la scarsa tutela, invece…

E’ capitato, però, che i cittadini, ad esempio il Comitato a sostegno dell’Ospedale, chiedessero di essere ascoltati da parte della direzione sanitaria, senza ricevere riscontro…

Quando noi abbiamo invitato come Comunità Montana Valli del Verbano, prima Rizzi, che ora non c’è più, e Bravi, a venire ad illustrare la situazione per garantirci un mantenimento delle funzioni, questo non è mai mancato, anzi siamo sempre stati rassicurati. Una cosa che mi sta a cuore, in relazione ai cittadini, è una mia grande preoccupazione, vale a dire la mancanza di fiducia da parte delle persone nei confronti dell’Ospedale. Ho paura che la gente a furia di criticare ed evidenziare le problematiche si scoraggia e perda fiducia. Sarebbe una cosa grave: l’alternativa a Luino e Cittiglio sarebbe Varese. Sfido chiunque ad andare a Varese per vedere la loro situazione, sia come Pronto Soccorso, sia come tempistiche di intervento.

Quanta credibilità ha Regione Lombardia dopo gli arresti dell’ultimo anno di Mantovani e Rizzi agli occhi dei cittadini?

Anzitutto Rizzi ha chiesto il patteggiamento, quindi qualche problema ce l’avrà, mentre Mantovani mi pare che vada a processo. Io non voglio dire niente perchè c’è presunzione di innocenza, ma il fatto che ci siano indagini della magistratura sulla sanità è un po’ triste. Questo innesca una rabbia generale dovuta, magari impulsiva, ma che riguarda l’interesse di tutti…

Secondo lei, invece, la politica locale sta riuscendo nell’intento di incidere come dovrebbe per garantire rassicurazione ai cittadini in merito ai servizi dell’Ospedale? Le posizioni politiche diverse tra Governo e Regione Lombardia quanto influiscono sulla situazione?

Il ruolo della politica è importantissimo perchè bisogna continuamente stare sul pezzo. E’ la politica locale ad essere il traino e rappresentare i cittadini, che deve necessariamente puntare i piedi per fare in modo che la situazione non peggiori e che i servizi vengano garantiti. Chi è alla guida di Luino e dei paesi vicini deve insistere per avere risposte da parte della direzione sanitaria. Tante sono le spese, la disponibilità finanziaria è quella che è… per questo dobbiamo pretendere i servizi essenziali. Mantenere uno status quo deve essere il nostro faro e nel momento in cui vi è un problema interfacciarsi subito con il direttore generale o avere un politico lombardo di riferimento.

Come aveva preso la decisione della nascita di una Commissione, tanto cara a Compagnoni, e alla sua revocata dopo un breve periodo di attività?

Sicuramente non era sbagliata, infatti in parte ho cercato di ricostruire la Commissione Sanità che presiedo in Comunità Montana. Ha una funzione consultiva, visto che non possiamo decidere nulla, e di contatto con la politica, una sorta di ruolo di mediazione. Oltre me ci sono il dottor Urbani, che è un esperto chirurgo, Galliani, assessore di Cittiglio, il sindaco di Cassano Valcuvia Magrini e quello di Laveno Ielmini. Qualche anno fa quella commissione a Luino, dove c’eravamo io, Rossi, Compagnoni ed altri, riusciva dare pareri, suggerimenti e critiche per migliorare i servizi dell’Ospedale. Non so per quale ragione sia stata revocata, ma per conto mio ho cercato in tutti i modi che venisse creata una commissione che tutelasse entrambi gli Ospedali, Cittiglio e Luino, visto che Comunità Montana copre il territorio da Gavirate a Pino.

Da medico di Luino, secondo lei, quali misure proporrebbe per colmare le lacune che sono state evidenziate?

Il direttore generale di Varese deve gestire Luino, Cittiglio, Varese, Varese Ponte, Cuasso e Tradate, ed alcune strutture di queste nel corso dell’estate ha subito una drastica riduzione dei posti letto. Noi forse siamo abituati a stare sulla “linea Maginot”, da anni, e passiamo per essere i più insistenti verso la direzione perchè stiamo molto sul pezzo, probabilmente più di altre realtà. La nascita del Comitato ne è un esempio, ha raccolto oltre 7mila firme e porta avanti una giusta battaglia. Ho parlato con il presidente Moalli e l’idea è quella di collaborare, di confrontarci e di recepire le problematiche che le persone quotidianamente espongono. Essere mediatori per portare un aiuto concreto a tutta la popolazione, ma loro, come Comitato, non posso risolvere i problemi.

Loro, però, come dicevo prima, hanno provato ad incontrare Bravi, ma non c’è stato modo da parte sua…

Bravi evidentemente non li ritiene un interlocutore adatto, ma si vuole interfacciare solo con i rappresentati delle singole realtà istituzionali, un incontro dal sapore più formale. Non dico che sia giusto o sbagliato, ma il direttore sanitario vuole parlare con i sindaci eletti dal popolo e non con un gruppo di persone che rappresenta sé stesso e le 7mila persone. Non rappresenta tutta la popolazione residente.

Cosa si sentirebbe di dire ad un cittadino, oggi come ultima cosa, in difesa delll’Ospedale di Luino?

Soprattutto una cosa tengo a ribadirla. Abbiate fiducia dell’Ospedale di Luino e Cittiglio perchè infermieri, medici e funzionari che ci lavorano dentro danno tutto quello che possono per farlo funzionare al meglio. Gli amministratori locali stanno seguendo bene queste strutture e qualora vi sia un problema è necessario continuare a segnalare per diminuire al minimo le possibili criticità. Non credete, però, a chi dice che le cose vanno solo male, non è vero.

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