4 Giugno 2016

4 giugno 1994: 22 anni senza Massimo Troisi. Ecco il nostro omaggio

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Massimo Troisi è stato un attore, regista e sceneggiatore italiano. Principale esponente della nuova comicità napoletana nata agli albori degli anni settanta, soprannominato «il comico dei sentimenti» o il «Pulcinella senza maschera», è considerato uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano.

Formatosi sulle tavole del palcoscenico, istintivo erede di Eduardo e di Totò, accostato anche a Buster Keaton e Woody Allen, cominciò la sua carriera col gruppo I Saraceni e poi con gli inossidabili amici de La Smorfia (Lello Arena ed Enzo Decaro). Il successo del trio fu inatteso e immediato e consentì al giovane Troisi di esordire al cinema con Ricomincio da tre (1981), il film che decretò il suo trionfo come attore e come regista. Dall’inizio degli anni ottanta si dedicò esclusivamente al cinema interpretando dodici film e dirigendone quattro. Malato di cuore sin dall’infanzia, morì il 4 giugno 1994 a Ostia per un fatale attacco cardiaco, conseguente afebbri reumatiche, due giorni prima di aver terminato la sua ultima pellicola, Il postino, per il quale verrà, qualche tempo dopo, candidato ai premi Oscar come miglior attore e per la miglior sceneggiatura non originale.

Adoperò uno stile inconfondibile, che risaltava una capacità espressiva sia verbale sia mimica e gestuale con la quale riusciva a unire ruoli comici a quelli più riflessivi. Troisi indicò al cinema italiano una via per un’escursione rivitalizzante con in più uno sguardo molto attento alla società italiana dopo il terremoto del 1980, alle nuove ideologie, al femminismo, all’autoironia crescente e all’affermazione della soggettività individualista. Con lui nacque la nuova tipologia napoletana di antieroe, la vittima dei tempi moderni, un personaggio che riflette tuttora i dubbi e le preoccupazioni delle nuove generazioni. Occasionalmente si distinse anche al di fuori della recitazione, lasciando altri contributi: scrisse infatti O ssaje comme fa ‘o core, una poesia messa in musica dall’amico Pino Daniele, un’allusione tanto ai problemi al cuore (sia dell’attore sia dell’amico musicista) quanto al romanticismo.

Tra il 1984 ed il 1988 grandi collaborazioni con Benigni, Scola e Mastroianni. Nel 1984 uscì Non ci resta che piangere, scritto, diretto e interpretato con l’amico Benigni. Nel 1986 recitò in un piccolo ruolo nel film diretto da Cinzia TH Torrini, Hotel Colonial, girato in Colombia. Troisi interpretò un traghettatore napoletano emigrato in Sudamerica che aiuta il protagonista nella ricerca del fratello. L’anno successivo interpretò e girò Le vie del Signore sono finite, ambientato durante il periodo fascista. Il film segnò un passaggio importante nella sua evoluzione artistica. Nel triennio seguente collaborò come attore con Ettore Scola in tre film, i primi due con Marcello Mastroianni. Nel 1988 girò Splendor (1988), in cui interpretò il proiezionista Luigi, sognatore incapace di comprendere perché la gente non vada più al cinema. La pellicola non andò bene al botteghino ed è considerato dalla critica una delle prove peggiori di Scola. L’anno successivo fu protagonista di Che ora è? (1989), incentrato sui rapporti conflittuali tra padre e figlio, interpretati rispettivamente da Mastroianni e Troisi.

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