31 Maggio 2016

Moriva 46 anni fa il poeta Giuseppe Ungaretti, lo ricordiamo con “Allegria di naufragi”

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(artribune.com)

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Era la notte tra 1 e 2 giugno 1970: 46 anni fa si spegneva Giuseppe Ungaretti. Il poeta nel 1915 dopo aver preso parte alla campagna interventista, si arruolò volontario nella Grande Guerra. E nelle trincee nascono le poesie disseminate ne Il porto sepolto, la sua prima raccolta, che più tardi diventerà la prima sezione di Allegria di naufragi. L’esperienza della guerra, allora, si trasforma, attraverso la poesia, nella denuncia del male, della morte, del dolore. Dolore che diventa insopportabile con un altro drammatico episodio della sua vita, per nascondersi dal quale non c’è trincea in cui annidarsi: la morte del figlio Antonietto.

Ma proprio la poesia diventa a sua volta, per Ungaretti, una zattera di sostegno per evitare il naufragio esistenziale; l’opera delle opere, che raccoglierà tutti i suoi componimenti, sarà titolata Vita di un uomo, denominazione rivelatrice del senso della poetica ungarettiana: poesia come percorso verso la verità, verso la realtà della vita.

Allegria di naufragi
Versa il 14 febbraio 1917 

E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare

 

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