26 maggio 2016

Luino, “La storia del nostro territorio deve essere costruita da cicale o da formiche?”

(Diego Intraina) – Alla assemblea cittadina di Luino, sulla questione dei frontalieri, l’Associazione frontalieri Ticino ha fatto una richiesta alla Comunità Montana Valli del Verbano: coordinare uno studio territoriale socio-economico che analizzi e verifichi il reale impatto che l’annunciato cambiamento dell’imposizione fiscale potrà avere sui territori. Non c’è stata fino ad oggi nessuna risposta, in compenso si viene a sapere della decisione, perlomeno discutibile, sull’acquisto della nuova sede della Comunità Montana nonostante la disponibilità gratuita dell’immobile comunale di Voldomino.

(filosofiaattiva.wordpress.com)

(filosofiaattiva.wordpress.com)

Se questi sono gli investimenti e le strategie del Presidente della Comunità Montana Valli del Verbano, quando parla, e lo ha fatto nell’assemblea cittadina di Luino sulla questione dei frontalieri, di logiche necessarie di armonizzazione fiscale e delle relative e conseguenti infrastrutturazioni su cui le politiche locali dovranno intervenire con l’arrivo del tanto auspicato extra gettito dei frontalieri, dobbiamo veramente preoccuparci. Se questi sono i livelli d’intuizione delle qualità programmatorie di governo che dovrebbero servire ad equilibrare economicamente un “territorio dimenticato” e appiattito sul potere d’acquisto dei salari dei frontalieri non siamo sulla strada giusta.

Cittadini luinesi preparatevi ad entrare in una fase depressiva che non toccherà solo l’occupazione interna, che evidentemente calerà oltre l’accettabile, ma di un periodo che, non sapendo riconoscere ed intervenire volontariamente sulle teorie della decrescita felice, trascinerà l’intero livello socio-culturale sotto la soglia minima del benessere, con evidenti deterioramenti della qualità della vita.

Di fronte ad un contingente bisogno d’allestire uno studio serio sull’impatto della riforma fiscale in fase d’approvazione sui nostri territori, nessun sindaco, e meno che meno la Comunità Montana, si è fatto avanti nel dichiararne la necessità e l’utilità di tale studio. Dobbiamo pensare che entrambi i soggetti, irresponsabilmente ritengano che non sussista nessun problema, o di fatto siano presuntuosamente convinti, d’avere di già in sé le conoscenze e le capacità politiche per governare e indirizzare lo scontato cambiamento radicale che dovrà avvenire? Voglio ricordare che una cosa è il pensiero, un’altra sono i comportamenti, e questi molto spesso non fanno altro che confermare, come l’evidente caso della Sede della Comunità Montana, lo spreco di denaro pubblico che nulla serve se non ad assecondare banali politiche legate ancora alla rivalità geografica.

Come già scritto, i dieci anni di spalmatura della tassazione, che sembrano sino ad oggi concessi, sono pochi per mettere a regime un cambiamento strutturale; ma è proprio questa brevità che dovrebbe consigliare, per il bene del paese, d’accelerare i necessari studi, o perlomeno le discussioni, che dovrebbero servire ad iniziare e far condividere, nel limite dell’onesto (il bene comune e la dignità della persona) confronto politico, una efficace strategia sovracomunale.

Certo, è che la reale complessità della questione politico-amministrativa non sembra alleggerire la percezione d’avere di fronte a sé un percorso in salita; la conflittuale e rancorosa politica comunitaria sovracomunale non aiuta, anzi sembra incapace d’utilizzare, anche in casi semplici (localizzazione degli uffici della Comunità Montana), quel buon senso che consiglia di non sprecare energie e risorse in soluzioni che possono essere soddisfatte a “costo zero”.

Di fronte a queste faccenduole di poco conto, che qualsiasi massaia risolve quotidianamente perché pensa al bene della propria famiglia, la preoccupazione della “questione frontalieri” diventa una catena di montagne invalicabile che non lascia spazio a nessun ottimismo politico e, come tale, costringe a ritenere sia la tassazione che la distribuzione dell’extra gettito due strumenti fiscali perlomeno pericolosi per questo dipendente e fragile territorio.

L’intera politica è su questa materiale percezione d‘insicurezza che dovrebbe svolgere il suo compito: reagire concretamente immettendo nel dibattito una volontà forte che non si limita alla sola dichiarazione ma che rappresenti, con linguaggi e strumenti opportuni, la volontà di voler trasformare l’insicurezza in risorse certe che, attraverso l’allestimento di progetti territoriali chiari e “maggiormente condivisi nei comportamenti”, affrontino organicamente e in modo sistemico le introdotte criticità dell’annunciato nuovo sistema fiscale.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"