11 Maggio 2016

Unioni civili: la Camera conferma la fiducia al governo. Renzi: “Un giorno di Festa per tanti”

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La Camera conferma la fiducia al governo sul ddl sulle unioni civili con 369 voti a favore, 193 contrari e 2 astenuti. L’Assemblea di Montecitorio passa dalle 16 all’esame dei 39 ordini del giorno al testo. “È un giorno di festa per tanti, oggi. Per chi si sente finalmente riconosciuto. Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi”. Lo scrive Matteo Renzi su Facebook sulle unioni civili.

ANSA/GIUSEPPE LAMI

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Unioni civili: la Camera conferma la fiducia al governo. Renzi: “Un giorno di Festa per tanti”. “In queste ore decisive – ha scritto il premier su Facebook – tengo stretto nel mio cuore il pensiero e il ricordo di Alessia. E questo mi basta. Perché le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie”: ha scritto ancora Renzi ricordando un’amica in prima fila per le unioni civili. “Lo facciamo mettendo la fiducia perché non erano possibili ulteriori ritardi dopo anni di tentativi falliti”. Il riferimento del premier Matteo Renzi ad Alessia è per Alessia Ballini, morta a 41 anni in seguito ad un tumore. Ballini era originaria di San Piero a Sieve (Firenze) di cui era stata anche sindaco. Dal 2006 aveva ricoperto, alla Provincia di Firenze, il ruolo di assessore alle politiche sociali, sport, cooperazione internazionale e pari opportunità nella giunta allora guidata da Matteo Renzi. Poi, sui banchi del consiglio regionale, era stata vice-capogruppo del Pd. Ballini, paladina delle battaglie per i diritti civili, si era battuta in prima persona contro l’omofobia.

Cirinnà: “Questo 11 maggio è un gran giorno per il nostro Paese e per la nostra democrazia”. “Un momento storico che segna il passo sul tema dei diritti in Italia: passiamo dal diritto di famiglia al diritto delle famiglie. Da oggi cambierà la vita di molte persone e sono certa che questa legge porterà felicità a chi fino ad ora non l’ha avuta”. Lo scrive la senatrice del Pd Monica Cirinnà sul suo profilo Facebook. “Da oltre 30 anni l’Italia aspettava di fare questo passo – prosegue – un primo passo, ma un passo importante”. “Il Parlamento – sottolinea – ha per troppo tempo ignorato la richiesta di diritti e di dignità che veniva dalla coppie di persone dello stesso sesso, non legittimando l’esistenza di tanti cittadini e delle loro scelte di vita. Non potevamo più attendere, non potevamo far passare altro tempo da quando nel lontano 2010 la nostra Corte Costituzionale con la sentenza 138 chiese al Parlamento di provvedere con “estrema sollecitudine” al riconoscimento delle coppie omosessuali”. “Nonostante arrivassimo con questo enorme ritardo – aggiunge – c’è stato addirittura chi in Parlamento ha lamentato ancora con sfacciataggine l’assenza di confronto. Sono grata a tutti coloro che hanno lavorato in Parlamento per arrivare a questa leggepur nella delusione di non aver dato una risposta completa a tutti. Abbiamo fatto un passo e altri se ne faranno”.

Stessa linea dal ministro Andrea Orlando che spiega che “sono diritti che si attesi da tempo”. E replica così il ministro della Giustizia Andrea Orlando alla presa di posizioni di ieri del segretario della Cei che ha criticato la scelta del governo di chiedere la fiducia sulle Unioni civili che dovrebbe essere votata oggi pomeriggio. “Ho rispetto per la Cei – è stata la replica di Orlando – ma ritengo quella scelta necessaria e anche un po’ tardiva rispetto a ciò che si è sviluppato nel tempo nella società e a diritti che da troppo tempo chiedono un riconoscimento, e da ministro della Giustizia aggiungo che da anni la Corte di Strasburgo ci segnala che categorie di cittadini non hanno un riconoscimento per legge dei propri diritti”. “Il governo ha le sue logiche, le sue esigenze – aveva detto monsignor Nunzio Galantino – probabilmente avrà anche le sue ragioni, ma il voto di fiducia, non solo per questo governo ma anche per quelli passati, spesso rappresenta una sconfitta per tutti”.

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