(Recensione di Marta Terzi per “storiadeifilm.it“) – è il primo lungometraggio di Antonello Faretta, con Pia Marie Mann, Joe Capalbo, Caterina Pontrandolfo, Luciana Paolicelli, Domenico Brancale.E’ uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso 15 aprile.
https://www.youtube.com/watch?v=Sg4Iv_YkjFk
Una donna americana di mezza età scopre inaspettatamente le proprie vere origini solo dopo la morte dei genitori. Profondamente scossa e in preda ad una vera e propria crisi di identità, decide di mettersi in viaggio, sperando di poter riabbracciare la madre naturale mai conosciuta. Si reca così in un piccolo e remoto paese dell’Italia del Sud, Montedoro. Al suo arrivo viene sorpresa da uno scenario apocalittico: il paese, adagiato su una maestosa collina, è completamente abbandonato. Grazie all’incontro casuale con alcune persone misteriose, quelle che non hanno mai voluto abbandonare il paese, la protagonista compirà un affascinante e magico viaggio nel Tempo e nella Memoria, ricongiungendosi con gli spettri di un passato sconosciuto ma che le appartiene, parte della sua saga familiare e di quella di un’antica e misteriosa comunità ormai estinta che rivivrà per un’ultima volta.
Montedoro è il primo lungometraggio del regista Antonello Faretta, di cui è anche sceneggiatore e produttore. Nella mia storia di appassionata del cinema mi sono accorta che alcuni film italiani funzionano proprio perchè sono legati a un territorio e, narrando, lo raccontano: prendiamo ad esempio “L’albero degli zoccoli“, “Anime nere“, ma anche “Benvenuti al Sud“; sono generi diversi, per storie diverse, ma col minimo comun denominatore di mostrare i personaggi attraverso la terra che li ha generati. “Montedoro” segue lo stesso percorso, in un viaggio di continua transizione tra la realtà, l’onirico e lo spirituale, viaggia sulle montagne della Basilicata, muovendosi tra persone, luoghi e tombe. Nella sua ricerca, Porziella, riscopre il mondo che aveva abbandonato; un mondo fatto di… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).
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