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25 Aprile 2016

Festa della Liberazione: “L’antifascismo è elemento costitutivo e irrinunciabile della nostra società”

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Si celebra oggi in tutta Italia il 71esimo anniversario della Liberazione, con appuntamenti e cortei lungo tutta la penisola. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria, accompagnato dal presidente del consiglio Matteo Renzi, dal presidente del Senato Piero Grasso, dal vicepresidente della Camera Simone Baldelli, dal ministro della Difesa Roberta Pinotti e dal presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi. Dopo la deposizione della corona, Mattarella ha passato in rassegna il picchetto d’onore delle Forze Armate, schierato ai piedi dell’Altare della Patria.

“L’antifascismo è elemento costitutivo e irrinunciabile della nostra societa’. Giusto tenere alta la guardia”. Mattarella, ha passato in rassegna il picchetto delle forze armate che ha reso gli onori, poi ha lasciato piazza Venezia per partire alla volta di Varallo Sesia, in provincia di Vercelli, dove è in programma una commemorazione. Renzi è atteso invece a Hannover per il vertice informale a cinque su terrorismo e immigrazione. Grasso sarà a Reggio Emilia, e poi a Gattatico a Casa Cervi, Laura Boldrini a Genova.  Nell’intervista Renzi ha negato che le candidature di Giorgia Meloni e Virginia Raggi a sindaco di Roma possano mettere a rischio il senso del 25 aprile: “Fossi romano voterei Giachetti, senza esitazioni. Candidato serio e competitivo. La Destra – spiega – e i Cinque Stelle sono alternativi al Pd nei progetti. Aggiungo che nei programmi concreti mi sembrano inconsistenti e superficiali. Ma tutti, nessuno escluso, ci riconosciamo nei valori della Costituzione. Sostenere il contrario significa dare spazio alla delegittimazione come arma della politica. Io, invece, rispetto i miei avversari. Voglio sconfiggerli nelle urne ma ne rispetto la funzione democratica”. Per il presidente del Consiglio, “la deriva autoritaria e’ quella che ha portato al fascismo”. E riferendosi alle riforme costituzionali, Renzi le difende ribadendo che “qui non cambiamo nemmeno i poteri del governo. Si puo’ essere d’accordo o meno con la riforma costituzionale, ma proprio il rispetto per la Guerra di Liberazione dovrebbe imporre di confrontarci nel merito”.

Intanto, però, il 25 aprile è di nuovo nel segno delle polemiche a Roma dove l’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) sfila dal Colosseo a Porta San Paolo, simbolo della Resistenza, ma al corteo non si unisce la Brigata Ebraica e l’Associazione nazionale ex deportati nei campi di sterminio (Aned), che accusano l’Anpi di sfilare con centri sociali che manifestano posizioni antiisraeliane. (AGI)

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