4 Aprile 2016

Istat: crescono spesa per consumi e potere d’acquisto per le famiglie. Lieve calo per la pressione fiscale

La spesa delle famiglie per consumi finale sale ancora, registrando un aumento dell’1,0% nel 2015 (era +0,8% nel 2014). Lo rileva l’Istat, sottolineando come nell’ultimo trimestre dell’anno il rialzo sia stato pari allo 0,4% a livello congiunturale e all’1,5% in termini tendenziali.

(ilmessaggioteano.it)

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Il potere di acquisto delle famiglie consumatrici, ovvero il loro reddito reale, è aumentato nel 2015 dello 0,8%. Si tratta del primo rialzo da otto anni, dal 2007, prima dello scoppio della crisi. Lo rileva l’Istat che però guardando all’ultimo trimestre dello scorso anno registra una flessione della capacità di spesa, almeno a livello congiunturale (-0,7%). La variazione si mantiene invece positiva su base annua (+0,9%),

La propensione al risparmio delle famiglie resta costante al 8,3%, rispetto al 2014, che però segnala il ribasso negli ultimi tre mesi dello scorso anno. Infatti nel quarto trimestre del 2015 la propensione al risparmio si è attestata all’8,1%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali sul trimestre precedente e di 0,3 punti su base annua.

La pressione fiscale del 2015 al 43,5%, in calo di 0,1 punti su base annua ma in rialzo di 0,2 punti sulla stima precedente.  La correzione, spiega, è dovuta alle “risorse affluite dal sistema bancario italiano al Fondo Nazionale di Risoluzione (2,3mld)” nell’ambito del Salva-banche, registrate come “imposte indirette”, mentre “i fondi trasferiti dal Fondo stesso per coprire le perdite delle banche commissariate (circa 1,7 mld) sono stati contabilizzati all’interno delle uscite in conto capitale”.

L’operazione ha portato anche a modificare i valori assoluti, in euro, dell’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, con un miglioramento di circa 700 milioni (da 43.101 milioni a 42.388 milioni). Tornando alla pressione fiscale, nel quarto trimestre del 2015 è stata pari al 50,3%, invariata rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Dando conto delle revisioni l’Istituto di statistica chiarisce: “i dati trimestrali diffusi in questa sede corrispondono alla nuova versione del Conto delle Ap definito in occasione della trasmissione a Eurostat del 31 marzo. Rispetto a quello pubblicato lo scorso primo marzo il conto presenta alcuni lievi aggiustamenti per ciascuno degli anni 2012-2015 e una revisione puntuale di rilievo per il 2015. Quest’ultima riguarda il trattamento, concordato di recente con le autorità statistiche europee, delle operazioni connesse alla risoluzione della crisi di quattro banche, secondo le decisioni assunte lo scorso 22 novembre dal Governo Italiano e dalla Banca d’Italia. In particolare, le risorse affluite dal sistema bancario italiano al Fondo Nazionale di Risoluzione (pari a circa 2,3 miliardi di euro) sono stati registrate nell’ambito delle imposte indirette (nello specifico “altre imposte sulla produzione”), mentre i fondi trasferiti dal Fondo stesso per coprire le perdite delle banche commissariate (pari a circa 1,7 miliardi) sono stati contabilizzati all’interno delle uscite in conto capitale. In conseguenza della citata revisione delle entrate, la pressione fiscale risulta rivista al rialzo di 0,2 punti percentuali”. (ANSA)

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