3 Aprile 2016

Inchiesta petrolio, il ministro Boschi: “I poteri forti contro di noi”

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“Non facciamo parte delle grandi lobby che hanno governato il Paese a lungo. Per questo facciamo loro paura. Ma siamo pronti a una legge sul conflitto di interessi: è già stata approvata in prima lettura”. Lo afferma il ministro per le Riforme costituzionali, Maria Elena Boschi, intervenendo, in un’intervista alla “Stampa”, sull’inchiesta di Potenza.

(italy.s5.webdigital.hu)

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Inchiesta petrolio, il ministro Boschi: “I poteri forti contro di noi”. “Io quel provvedimento lo difendo, risponde a una necessità, crea lavoro – dice la Boschi facendo riferimento all’emendamento alla legge di stabilità di cui si fa menzione in un’intercettazione – Naturalmente posso sbagliare, non dico di essere perfetta. Ma anche nei miei errori c’è sempre la buonafede, mai la lusinga di qualcuno o gli interessi personali”.

“Certo che intorno alle opere pubbliche si muovono interessi. È ovvio. Ma non per questo si deve bloccare tutto altrimenti l’Italia muore. Occorre avere due stelle polari: la legge e la propria coscienza. Io personalmente le ho rispettate entrambe. Ci attaccano i poteri proprio perché non siamo schiavi dei poteri forti, non siamo il terminale di niente e di nessuno. Questo non piace a molti”, sottolinea la Boschi che aggiunge: “”Questo provvedimento lo abbiamo voluto fortemente perché considerato strategico per il Paese. Se il compagno della Guidi ha compiuto un atto illecito, ne risponderà lui davanti ai giudici. Per me le cose sono semplici: se una cosa è giusta e serve si approva, altrimenti non si approva. Questo non significa essere schiavi dei poteri forti, ma legislatori”.

La Boschi nega che l’ex ministro Federica Guidi abbia mai manifestato insistenza con lei sul tema dell’emendamento: “Del resto – aggiunge – più volte direttamente il presidente del Consiglio aveva sottolineato pubblicamente l’importanza di Tempa Rossa. È tutto alla luce del sole, nessun blitz, nessun gioco segreto”.

Il punto della situazione. La Procura della Repubblica di Potenza presenterà appello contro il rigetto da parte del gip del Tribunale del capoluogo lucano della richiesta di arresto per Gianluca Gemelli, il compagno dell’ex Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che è indagato per concorso in corruzione e per millantato credito nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata. La richiesta di arresto di Gemelli – rigettata dal gip Michela Tiziana Petrocelli – fa parte del filone dell’inchiesta che riguarda la costruzione del centro oli della Total a “Tempa rossa”, a Corleto Perticara (Potenza). In questo filone Gemelli è indagato insieme ad altre 22 persone, tra le quali l’ex sindaco di Corleto Perticara,Rosaria Vicino, che da giovedì scorso si trova agli arresti domiciliari. Nell’indagine si indaga anche su eventuali ipotesi di disastro ambientale. L’Eni si difende sostenendo, in base a studi commissionati ad epsrti che “lo stato di qualità dell’ambiente, studiato e monitorato in tutte le sue matrici circostanti il Centro Olio” di Viggiano (Potenza) “è ottimo secondo gli standard normativi vigenti”.

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