27 Novembre 2015

Crollo delle nascite, sempre meno figli da genitori italiani. Grande divario tra Nord e Sud

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Secondo l’Istat, che ha diffuso il rapporto sulla natalità, nel 2014 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 502.596 bambini, quasi 12mila in meno rispetto al 2013. Il risultato conferma la fase di forte riduzione della natalità in atto da alcuni anni (-74mila nati sul 2008).

(terremarsicane.it)

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La diminuzione delle nascite è dovuta soprattutto alle coppie di genitori entrambi italiani. I nati da questa tipologia di coppia scendono per la prima volta sotto quota 400mila: sono 398.540, quasi 82mila in meno negli ultimi sei anni. Questo perchè le donne italiane in età riproduttiva sono sempre di meno e hanno una propensione ad avere figli sempre più bassa.Mentre un bimbo su quattro in Italia è nato da genitori non sposati.

Si mantiene stabile il livello dei nati con almeno un genitore straniero, che ammontano a poco più di 104mila nel 2014, pari al 20,7% dei nati a livello medio nazionale (29% nel Nord e 8% nel Mezzogiorno). In lieve calo i nati con entrambi i genitori stranieri, che scendono a 75.067 unità (quasi 5mila in meno in due anni). Di conseguenza risulta in leggera flessione anche la loro quota sul totale delle nascite, pari al 14,9% nel 2014.Considerando la cittadinanza delle madri straniere, al primo posto per numero di figli si confermano le donne rumene (19.730 nati nel 2014 in Italia), seguite da marocchine (12.217), albanesi (9.606) e cinesi (5.039). Queste quattro comunità raccolgono il 47,2% delle nascite da madri straniere in Italia.

In Italia, un bimbo su quattro è nato da genitori non sposati. A fronte di un forte calo dei matrimoni, (-57mila nozze tra 2008 e 2014), i nati da coppie sposate continuano a diminuire sensibilmente, nel 2014 sono appena 363.916, ben 100mila in meno in soli 6 anni. Aumentano i nati da genitori non coniugati: sono oltre 138mila nel 2014 (quasi 26mila in più sul 2008). A causa della forte diminuzione dei nati da coppie coniugate il loro peso relativo è in rapida crescita, raggiunge il 27,6% del totale delle nascite superando il 30% al Centro-Nord.

Ci sono praticamente due “Italie” per quanto riguarda la propensione alla maternità nel nostro Paese con conseguenze sulle nascite: al Centro Nord, prevale la tendenza al figlio unico, al Sud, si mettono invece al mondo due o più figli. Secondo il rapporto Istat sulla natalità, esiste, da un lato, un Centro-Nord da lungo tempo al di sotto del livello di sostituzione (circa 2 figli per donna). Il modello di fecondità si è andato sempre più caratterizzando per una quota importante di donne senza figli (più di una su quattro nel Nord e poco più di una su cinque al Centro per la generazione del 1970) e per una elevata frequenza di donne con un solo figlio (quasi il 30% al Nord e il 24% al Centro). Al contrario, nel Mezzogiorno la proporzione di donne senza figli, sebbene in aumento, risulta decisamente più contenuta (inferiore al 20% per le nate nel 1970) e il modello con due figli e più rimane maggioritario (71% al Sud per la generazione delle nate nel 1970).I differenti modelli territoriali si caratterizzano anche per una diversa cadenza del comportamento riproduttivo.

L’età mediana al primo figlio è cresciuta notevolmente di generazione in generazione su tutto il territorio nazionale, ma se le donne nate nel 1950 mostravano un calendario piuttosto omogeneo (circa 24 anni), per le generazioni più giovani si vanno delineando significative differenze territoriali. In particolare, per la generazione del 1970, l’età mediana al primo figlio si attesta intorno ai 31 anni al Centro-Nord mentre è di poco superiore ai 27 anni nel Mezzogiorno.

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