(Recensione di Eva Cabras per “storiadeifilm.it“) – “Room” è un film di Lenny Abrahamson, con Brie Larson, Megan Park, William H. Macy, Jacob Tremblay e Joan Allen. Presentato alla Festa del Cinema di Roma uscirà nelle sale cinematografiche il prossimo 3 marzo.
In un piccolo capanno nel giardino di Old Nick vive Joy, che da sette anni è tenuta prigioniera. Nel corso della sua reclusione è nato Jack, che adesso ha cinque anni ed è pronto per aiutare la madre nel suo piano di fuga verso la libertà.
A differenza del suo semplicissimo titolo, “Room” è un film complesso e stratificato, sia a livello narrativo che di significato. Il perno essenziale attorno a cui si snodano vicende e personaggi è il rapporto che lega madre e figlio, Joy e Jack, imprigionati da cinque anni nel capanno di Old Nick. Quando Joy aveva 17 anni è stata, infatti, rapita e rinchiusa nella “stanza”, dove due anni dopo è nato il figlio. I due si muovono con una routine ormai consolidata all’interno delle spoglie quattro mura che costituiscono tutto il loro universo, sono completamente in simbiosi, ma arriva il momento in cui la donna non riesce più a sopportare la cattività e colui che ne è responsabile.
Il processo di liberazione dalla “stanza” non è facile o indolore, specialmente per Jack, che nella vita non ha mai visto altro che le mura e gli oggetti che lo circondano. Quando Joy tenta di spiegare al figlio che esiste tutto un mondo fuori dalla loro prigione, il piccolo entra in un corto circuito psicologico e si rinchiude nella negazione più assoluta, decretando la prima frattura tra lui e la madre. La fiducia ha la meglio sull’incredulità e pian piano Jack inizia a processare le nuove rivelazioni, appoggiando la mamma nel suo piano di fuga. Ecco che ci troviamo di fronte alla seconda, più profonda, frattura nel rapporto tra i due protagonisti, poiché l’uscita dalla “stanza” segna l’inizio di un devastante processo di adattamento, che entrambi affronteranno in modi profondamente diversi. Il bambino, inizialmente in stato di shock, inizia ben presto ad apprezzare tutte le nuove possibilità offerte dal mondo, mentre la madre, dopo la gioia della libertà, si trova a fronteggiare una situazione molto cambiata durante i suoi sette anni di lontananza. La consapevolezza del tempo perduto e delle opportunità ormai irrecuperabili, spinge Joy in uno stato di… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).
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