6 Ottobre 2015

Nel 2015 i comuni italiani tagliano del 50% le spese per servizi e beni di rappresentanza. Milano e Roma al top

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Sono Milano, Roma e, a un bel po’ di distanza, Torino, le città metropolitane che, nel 2015, hanno speso di più per servizi e beni di rappresentanza. E’ quanto risulta da un’analisi Adnkronos sui dati Siope, pubblicati sul sito soldipubblici.gov.it, voluto e lanciato dal governo proprio nell’ottica di una maggiore trasparenza sui pagamenti delle amministrazioni locali. Mentre nella Capitale impazza la polemica sulle spese del sindaco di Roma Ignazio Marino, sulle quali è stata presentata una pioggia di esposti, si scopre che i pagamenti complessivi effettuati da tutti i Comuni per le spese in beni e servizi di rappresentanza nel 2015 sono state tagliate del 50% rispetto all’anno scorso.

(urbanfilemilano.blogspot.com)

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Milano e Roma le città metropolitane che hanno speso maggiormente per servizi e beni di rappresentanza. Le spese consultabili su soldipubblici.gov.it per “l’acquisto di beni per spese di rappresentanza” (ad esempio medaglie, targhe o libri) e per “l’acquisto di servizi per spese di rappresentanza” (come ristorazione e pernottamenti) sono relative al 2014 e al 2015. Se nel 2014 sono stati sborsati oltre 15,6 mln di euro (più di 7,1 mln in servizi e oltre 8,4 mln in beni), nel 2015 la spesa complessiva è calata a 7,7 mln di euro, la metà per servizi e la metà per beni.

Anche nelle grandi città queste due categorie di spesa sembrano aver registrato un calo. Il Comune di Milano è quello che risulta aver speso di più: nel 2015 oltre 125mila euro di cui 118.665 euro per beni e oltre 6.347 euro per servizi, una cifra comunque ben al di sotto degli oltre 1,2 mln di euro pagati nel 2014 (855.168 euro per beni e 385.112 euro per servizi). Il Comune di Roma è secondo, avendo speso quest’anno quasi 92mila euro (29.313 euro per servizi e 62.615 euro per beni) a fronte degli oltre 120mila euro registrati lo scorso anno (58.409 euro per servizi e 61.724 per beni). Il Comune di Torino, in base ai dati disponibili, ha speso 59.285 euro per servizi, diminuendo di molto la spesa rispetto ai quasi 103mila euro dello scorso anno. Napoli, quest’anno, è complessivamente a quota 50.440 euro, di cui oltre 42mila euro per beni e oltre 8.300 euro per servizi: anche in questo caso la spesa si è ridotta di quasi un terzo rispetto al 2014 quando il totale speso è stato di quasi 146mila euro (oltre 76mila euro per i beni e 69.722 euro per servizi). A Firenze la spesa del 2015 è stata di 35.383 euro (26.296 per servizi e 9.087 euro per beni), quasi in linea con quella dello scorso anno pari a 38.360 euro (34.961 euro in servizi e 3.398 euro in beni). A Bari nel 2015 il Comune ha pagato 18.449 euro (17.124 euro in servizi e 1.324 euro in beni), mentre lo scorso anno la cifra era pari a 20.590 euro (20.351 euro in servizi e 239 euro in beni). Anche a Genova la spesa è variata di poco da un anno a un altro: nel 2015 il Comune ha pagato 5.789 euro (3.598 euro per servizi e 2.190 per beni), mentre nel 2014 il dato complessivo è stato di 6.320 euro (3.019 per servizi e 3.300 euro per beni). A Reggio Calabria, dove fino a fine ottobre 2014 il Comune era commissariato, l’amministrazione ha speso 4.845 euro nel 2015 per l’acquisto di servizi. Spese molto contenute a Bologna, dove il Comune nel 2015 ha sborsato 1.756 euro (88 euro per beni e 1668 per servizi), in calo rispetto ai 6.182 euro del 2014 (3.273 euro per servizi e 2.908 euro per beni). A Venezia, commissariata fino a giugno scorso, non risultano spese codificate per l’acquisto di beni o servizi di rappresentanza. (ADNKRONOS)

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