28 Settembre 2015

Cinema: recensione e trailer di “Der Nachtmahr”, diversi piani di realtà nell’horror di AKIZ

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(Recensione di Alessandro Giovannini per “storiadeifilm.it“) – “Der Na­cht­mahr” è un film di Akiz, con Carolyn Genzkow, Sina Tkotsch, Wilson Gonzalez Ochsenknecht e Arnd Klawitter. E’ stato presentato durante la scorsa edizione del Festival del film di Locarno e di quello di Toronto.

Du­ran­te un rave, alla quin­di­cen­ne men­tal­men­te in­sta­bi­le e drug-ad­dic­ted Tina sem­bra di scor­ge­re un mo­stri­ciat­to­lo an­ni­da­to in mezzo a dei ce­spu­gli. Da quel gior­no ini­zia ad es­se­re per­se­gui­ta­ta dalla vi­sio­ne che mi­nac­cia di farsi sem­pre più per­va­si­va e con­cre­ta.

Der Na­cht­mahr è un pa­sti­che di ge­ne­ri, e pur­trop­po que­sto fi­ni­sce per es­se­re un di­fet­to an­zi­chè un pre­gio. La regia in­fat­ti si man­tie­ne sem­pre ugua­le no­nostn­te ilr egi­stro passi dal­l’or­ro­ri­fi­co al ma­lin­co­ni­co al sur­rea­le, pro­vo­can­do una sorta di scol­la­men­to tra nar­ra­zio­ne e messa in scena che ri­sul­ta in­vei­ta­bil­men­te nella man­ca­ta so­spen­sione del­l’in­cre­du­li­tà. Anche la scar­sa qua­li­tà dei VFX con­cor­re al ri­sul­ta­to, con il mos­tri­ciat­to­lo che sem­bra privo di un reale “peso”, cioè si nota trop­po il suo es­se­re “ap­pic­ci­ca­to” al gi­ra­to. In al­cu­ni mo­men­ti in cui è in­qua­dra­to da vi­ci­no in­ve­ce il pro­ble­ma sem­bra ri­sol­ve­ri, credo gra­zie al fatto che per que­ste scene sia stato usato un pu­paz­zo.

Il film ha l’am­bi­zio­ne di es­se­re un’e­splo­ra­zio­ne in una psi­che di­stur­ba­ta ed una me­ta­fo­ra del di­sa­gio ado­le­scen­zia­le (un po’ come qua­lun­que teen hor­ror in ef­fet­ti…) di fron­te alle im­po­si­zio­ni della so­cie­tà che im­prov­vi­sa­men­te ri­ver­sa­no sul/sulla gio­va­ne aspet­ta­ti­ve di vario tipo. La tos­si­ca Tina in­ve­ce vor­reb­be sfa­sciar­si tutto il gior­no tra un rave ed una po­mi­cia­ta con un DJ orso dai ca­pel­li viola di cui è in­va­ghi­ta, ma una ma­lat­tia men­ta­le la­ten­te esplo­de a se­gui­to di un in­ne­sco, rap­pre­sen­ta­to dalla foto di un feto abor­ti­to in for­ma­li­na. Il mo­stri­ciat­to­lo che ini­zia a ve­de­re di lì a poco ha pro­prio le fat­tez­ze di quel­l’es­se­ri­no mai nato, anche se più gros­so ed in grado di emet­te­re dei versi gut­tu­ra­li.

L’a­spet­to più in­te­res­san­te del film di AKIZ (nome d’ar­te di un vi­deoar­ti­sta te­de­sco che firma anche le mu­si­che) è lo slit­ta­men­to tra i piani di real­tà: il mo­stro passa dallo… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).

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