(Recensione di Riccardo De Franco per “storiadeifilm.it“) – “Ant-Man” è un film di Peyton Reed, con Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly, Corey Stoll, Bobby Cannavale. E’ uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso 12 agosto.
Armato della sorprendente capacità di rimpicciolirsi e di incrementare la sua forza, il truffatore Scott Lang (Rudd) deve abbracciare l’eroe che porta in se per aiutare il suo mentore, il Dr. Hank Pym (Douglas), a proteggere il segreto dietro il suo spettacolare Ant-Man a seguito di una nuova generazione di imponenti minacce terroristiche. Contro ostacoli apparentemente insormontabili, Pym e Lang dovranno pianificare e realizzare un colpo che salverà il mondo.
Ant-Man doveva essere uno dei primi film Marvel Studios. Programmato per uscire durante la cosiddetta Fase 1, la pellicola avrebbe consentito di inserire il personaggio tra le fila degli Avengers già nel primo film di Joss Whedon. Nei fumetti d’altronde Hank Pym, alter-ego di Ant-Man, è uno dei fondatori del supergruppo, nonché creatore di Ultron.
Al cinema la storia è andata diversamente, e con Ant-Man in panchina abbiamo visto crescere l’importanza di Iron Man all’interno del “Marvel Cinematic Universe”: prima un Iron Man 2 prodotto in fretta e furia (con risultati disastrosi) per colmare il vuoto lasciato dal film sull’uomo-formica, poi ancora Tony Stark reso artefice della nascita di Ultron, antagonista della seconda pellicola sugli Avengers.
Tutto questo per fare capire le ripercussioni che questa lunga e travagliata produzione ha avuto sui piani della Casa delle Idee, e ora che il film è finalmente giunto nelle sale è tempo di giudizi.
La pellicola si piazza decisamente in un’ipotetica fascia intermedia dei cinefumetti, quella in cui rientrano opere che non si sono rivelate dei fallimenti (vedi alla voce Thor della stessa scuderia) ma che non diventano neanche un piccolo fenomeno (come la rivelazione Guardiani della Galassia). Ant-Man è una buona action-comedy, che non rischia nulla ma porta a casa il risultato grazie ad una formula ormai ben collaudata e vincente: una storia di rivalsa con una buona dose di comicità slapstick e gag che smorzano i toni.
In questo senso la storia di origini si allinea a quanto visto nel primoIron Man, che ancora oggi rimane forse l’esempio più equilibrato della “ricetta Marvel”. Lo Scott Lang interpretato da Paul Rudd risulta piacevole e simpatico quanto basta per catturare l’empatia dello spettatore; il suo background (ex-galeotto con una figlia piccola in affidamento alla moglie divorziata), i battibecchi con la figura del mentore (Douglas), e i siparietti con una banda di ladruncoli impiastri fanno il resto.
Un fattore affascinante, e forse una delle poche vere potenzialità di un universo cinematografico condiviso, è quello della… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).
© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0