11 Agosto 2015

Dopo 4 anni il Giappone torna al nucleare, ma i livelli di radiazione sono ancora elevati. Giusta la riapertura?

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Oggi la Kyushu Electric Power è stata la prima società a riattivare la propria centrale nucleare, dopo la strage di Fukushima, avvenuta nel 2011. Il governo giapponese favorevole alla riapertura: il nucleare è considerato fonte fondamentale di energia per la ripresa economica. Ma nonostante le nuove norme di sicurezza l’opinione pubblica resta scettica: ieri cittadini in strada per protestare. Nel frattempo, spuntano foto di margherite mutanti: il livello di radiazione non sembra essersi abbassato, come, invece, annunciato dalle istituzioni.

(radionbc.it)

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Riattivato il primo reattore dopo Fukushima. Proprio nei giorni delle commemorazioni per i 70 anni dallo scoppio delle bombe atomiche a Hiroshima e Nagasaki, il Giappone decide di tornare al nucleare. Dopo 4 anni passati dalla strage di Fukushima, alle 10.30 di stamattina, ora locale, è stato riavviato il reattore n. 1 della centrale di Sendai, sull’isola meridionale di Kyushu. La produzione di energia ricomincerà venerdì, mentre per l’inserimento nel mercato bisognerà aspettare i primi di settembre. Ad annunciarlo il gestore della centrale. L’altro reattore dovrebbe ripartire in ottobre, mentre gli oltre 40 reattori potenzialmente utilizzabili sparsi in tutto il territorio nipponico sono fermi. L‘ok è stato dato un anno fa, quando a settembre l’impianto rispondeva ai nuovi requisti di sicurezza introdotti nel 2013, in seguito alla catastrofe che aveva sconvolto il Paese.

La posizione delle istituzioni nipponiche e il perché della riapertura. “Il riavvio delle centrali nucleari confermate come sicure è importante nella nostra politica energetica”. Queste le parole di Yoshihide Suga, portavoce del governo, che ha ripreso quanto detto già nei giorni scorsi dal Primo ministro Shinzo Abe. Infatti, durante le cerimonie di commemorazione nelle città colpite dalle bombe atomiche americane nel ’45, lo stesso premier aveva dichiarato come in Giappone il nucleare fosse fondamentale per il progresso nella società, nonostante il trauma della memoria. Per questo motivo è volontà del governo tornare allo stesso livello di produzione di 4 anni fa, in modo da non rimanere indietro rispetto agli altri Paesi e, anzi, per essere sempre all’avanguardia. Inoltre, il Giappone, dal 2011 è costretto a importare combustibili fossili costosi poiché, prima dell’incidente, il 30% della produzione elettrica era generata dal nucleare. Quindi ci sarebbero anche motivi economici e finanziari a spingere il governo in questa direzione.

La protesta dell’opinione pubblica. Secondo i sondaggi, la maggioranza della popolazione si dice contraria al ritorno del nucleare. Per questo ieri centinaia di persone hanno marciato in segno di protesta intorno alla centrale di Sendai e anche vicino alla sede del primo ministro. Probabilmente quello che sperano di ottenere è la sospensione della riapertura, come accaduto lo scorso aprile, quando il riavvio di due reattori è stato bloccato a causa della preoccupazione dei cittadini. Gli stessi, infatti, si dicevano allarmati per le inadeguate misure antisismiche dell’impianto. Il ricorso è stato vinto con l’approvazione di gran parte dell’opinione pubblica.

Il reale livello di radioattività e la comparsa di margherite mutanti. Nel frattempo, a Fukushima il livello di radioattività rimane elevato. “Il primo ministro giapponese vorrebbe far credere ai cittadini che il programma di decontaminazione in corso riporterà la radioattività a livelli accettabili, ma si tratta di politica destinata al fallimento”. Queste le parole di Putte, esperto in radioprotezione nell’inchiesta di Greenpeace (Belgio), che dimostra come le foreste siano ancora fortemente contaminate e che rimarranno un pericolo in prima linea per la salute dei residenti. I rischi per i cittadini sono elevati: tornare a vivere nelle proprie abitazioni non è ancora sicuro perché i livelli sono troppo elevati e questo non accadrà per ancora molti anni (considerando anche che la completa decontaminazione sia impossibile).

Nel frattempo, hanno fatto scalpore le foto di margherite mutanti apparse non lontane dalla centrale di Fukushima. Si pensa che le anomale forme dei fiori (più grandi e non simmetriche) siano dettate da uno squilibrio ormonale a causa delle radiazioni. Tuttavia non si è sicuri che le foto, che hanno fatto il giro del web, siano del tutto autentiche. Una cosa è certa: la situazione ambientale nei pressi di Fukushima è grave, con il livello di inquinamento nell’aria ancora molto alto.

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