E’ questo uno degli effetti a lungo termine della crisi che dal 2008 colpisce le famiglie del Belpaese e che sta favorendo la tendenza a contenere gli sprechi. Ma nonostante questo, 76 kg di cibo pro-capite all’anno finiscono ancora nel bidone della spazzatura. A renderlo noto è la Coldiretti Lombardia in occasione del convegno “L’abbondanza alimentare: ricchezza o spreco?”, che si è svolto questa mattina all’Expo.

(lovecooking.it)
Il 46% degli italiani mangia il pane avanzato dal giorno prima. Uno degli effetti della crisi economica che colpisce lo stivale è il cambiamento di abitudini a tavola degli italiani. Se da una parte, però, il 46% degli italiani mangia il pane avanzato dal giorno prima, dall’altra si favorisce la diminuzione degli sprechi. A dirlo è stata questa mattina la Coldiretti, con il convegno di oggi al Padiglione Coldiretti di Expo. Contro lo spreco di risorse di un alimento simbolo come il pane, Coldiretti ha lanciato un manuale per le scuole. All’incontro si è riflettuto su come siano cambiati i consumi degli italiani.
Spesa più accurata per gli italiani. Secondo un sondaggio Coldiretti/Ixé, il 75% delle famiglie fa una spesa più accurata, il 56% riutilizza gli avanzi, il 37% ha ridotto le quantità acquistate e l’11% si è impegnato in beneficenza alimentare. In totale 6 italiani su 10, aggiunge Coldiretti Lombardia, hanno tagliato gli sprechi nonostante i 76 chili di cibo pro-capite all’anno che finiscono tuttora nel bidone della spazzatura.
Proprio a un alimento simbolo come il pane, ai suoi modi di utilizzo e di recupero alimentare è dedicato il manuale antispreco curato da “Donne Impresa” di Coldiretti Milano, Lodi, Monza Brianza indirizzato in particolare ai consumatori di domani con proverbi, ricette, aneddoti e una sezione in inglese. Il pane è una componente importante della dieta degli italiani anche se il consumo – rileva Coldiretti – è sceso nel 2014 al record negativo di circa 90 grammi, pari a meno di due fettine di pane al giorno a persona. Per fare un paragone nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, si mangiavano ben 1,1 chili di pane a persona al giorno. Da allora si è verificato un profondo cambiamento degli equilibri nutrizionali della dieta con un progressivo contenimento dei consumi di pane che nei tempi recenti sono scesi: nel 1980 erano intorno ai 230 grammi a testa al giorno, nel 1990 a 197 grammi, nel 2000 a 180 grammi, nel 2010 a 120 grammi e nel 2012 a 106 grammi per arrivare a meno di 100 grammi già nel 2013. (AGI)
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