(Recensione di Alessandro Pascale per “storiadeifilm.it“) – Pixels è un film di Chris Columbus, con Michelle Monaghan, Peter Dinklage, Adam Sandler, Ashley Benson, Sean Bean. Da questa sera nelle sale cinematografiche italiane a partire da questa sera.
Nel 1982 la NASA invia nello spazio una capsula del tempo contenente immagini e filmati della cultura terrestre nella speranza di contattare forme di vita aliene intelligenti. Tuttavia, gli extraterrestri interpretano in modo sbagliato dei frammenti di vari videogiochi per l’arcade classici contenuti nella capsula, considerandoli una dichiarazione di guerra, credendo che Pac-Man rappresenti la Terra e i fantasmi che mangia rappresentino loro.
Gli alieni decidono di assalire la Terra inviando delle armi di distruzione di massa giganti modellate sui personaggi dei videogiochi, incluso Pac-Man, Donkey Kong, Centipede, Galaga e altri. Il presidente degli Stati Uniti d’America chiama in aiuto Sam Brenner, un suo amico di infanzia ed ex-campione di videogiochi arcade, che forma un gruppo di retrogamer suoi amici per combattere gli alieni usando varie tecnologie simili a quelle usate nei videogiochi che devono sconfiggere per salvare il pianeta.
Di film basati interamente o parzialmente sui videogiochi ce ne sono a bizzeffe. Basti pensare ai vari Resident Evil, Tomb Raider, Final Fantasy, ecc… E non è un caso che le storie più accattivanti e popolari siano quelle collegate con il filone fantascientico-catastrofico. Tali erano d’altronde i primissimi esempi del genere: Tron (1982) e Giochi Stellari(1984). Nel secondo di questi, che più si avvicina essendo quasi omaggiato implicitamente, a Pixels, è addirittura un bambino a salvare il mondo da un attacco alieno, grazie alla sua bravura nei giochi “sparatutto” per astronavi. La guerra galattica come “gioco” particolarmente adatto per ragazzini è un tema proposto anche in un film assai recente e di discreto impatto critico come Ender’s Game (2013) di Gavin Hood.
La novità nell’opera che vede il marchio di Adam Sandler (protagonistae co-produttore) sta evidentemente, come abbiamo imparato dalla natura istrionica del personaggio, nell’alleggerire i toni e calare il tutto in un clima più scherzoso, rilassato e comico, cercando di mantenere un taglio avventuroso/fantastico adatto per grandi e piccini. Lo spirito e la grafica ricercano (con volontà senz’altro meno ambiziose e risultati meno riusciti) uno stile… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).
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