3 Luglio 2015

Cinema, recensione di Ted 2: mix fra gag demenziali ed impegno sociale

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(Recensione di Alessandro Pascale per “storiadeifilm.it“) – Un film di Seth MacFarlane, con Mark Wahlberg, Amanda Seyfried, Seth MacFarlane, Liam Neeson e Morgan Freeman. E’ uscito nella sale cinematografiche italiane lo scorso 25 giugno.

Ted e sua mo­glie Tam­mi-Lynn, vor­reb­be­ro avere un fi­glio, ma non sono as­so­lu­ta­men­te qua­li­fi­ca­ti per questo. Quin­di chie­do­no al suo mi­glio­re amico, John, un parere. Con l’a­iu­to di un fe­de­le av­vo­ca­to i due non tar­de­ran­no a cac­ciar­si nei guai, bar­ca­me­nan­do­si tra si­tua­zio­ni esa­ge­ra­te e in­se­gui­men­ti al­ta­men­te esplo­si­vi e ad alto li­vel­lo.

Seth Mac­Far­la­ne, il ge­nia­le crea­to­re dei Grif­fin, ci ri­pro­va, e dopo lo stuz­zi­can­te ma non esal­tan­te esor­dio ci­ne­ma­to­gra­fi­co di Ted, ne pro­po­ne ora un se­quel apparentemente al­tret­tan­to ro­boan­te, a ve­de­re il trai­ler. Di spun­ti in­te­res­san­ti ed esi­la­ran­ti in ef­fet­ti ne ti­ra­no fuori non pochi il re­gi­sta e i co-sce­neg­gia­to­ri Alec Sulkin  e Wel­le­sley Wild, so­prat­tut­to con una serie di dia­lo­ghi scat­tan­ti e sor­pren­den­ti figli di una certa com­me­dia ame­ri­ca­na clas­si­ca, ma­tu­ra­ta fino alle vette ir­rag­giun­gi­bi­li del mae­stro Billy Wil­der. Il gusto co­mi­co di Ted 2 è chia­ra­men­te di­ver­so: più sboc­ca­to, im­pre­ve­di­bi­le, ir­ri­ve­ren­te e po­li­ti­cal­ly scor­rect; elementi che in sé non sono ne­ces­sa­ria­men­te ne­ga­ti­vi, anzi, ma il pro­ble­ma vero è che sono de­ci­sa­men­te trop­pi i tempi morti tra una ri­sa­ta e l’al­tra. Era uno dei pro­ble­mi che ca­rat­te­riz­za­va già l’e­sor­dio e che rimane, an­dan­do a di­mo­stra­re la dif­fi­col­tà per l’au­to­re di pas­sa­re da un for­ma­to di breve du­ra­ta (il car­to­ne ani­ma­to) ad un lun­go­me­trag­gio con personaggi in carne ed ossa. L’in­cer­tez­za mag­gio­re ri­guar­da pro­prio lo stes­so sog­get­to, in pre­ca­rio equi­li­brio tra un gusto co­mi­co de­men­zia­le-pa­ro­di­stico e il tentativo in­ve­ce di lan­ciar­si in una ri­fles­sio­ne giu­ri­di­co-fi­lo­so­fi­ca sul tema dei di­rit­ti ci­vi­li. Sono note a ri­guar­do le po­si­zio­ni progressiste del “de­mo­cra­ti­co” MacFarlane che, da forte so­ste­ni­to­re dei… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).

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