29 Giugno 2015

Cultura, recensione del libro “Innamorata di un cantante” di Francesca Orelli

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(Recensione di Luca Maciachini per lucamaciacchini.com) Esistono vari livelli di realizzazione personale, mancata o compiuta che sia. Vi si può aspirare nel lavoro, nelle umane passioni, anche nei vizi personali. A chi scrive, il mondo della musica rock pare per eccellenza il mondo delle realizzazioni incompiute: per quanto a uno sguardo superficiale possa apparire un universo di energia, successo e “ribellione” gridata, in realtà c’è sempre un che di inappagato che serpeggia in tutto ciò che comporta l’esserci dentro.

Innamorata di un Cantante (Foto © facebook.com)

Innamorata di un Cantante (Foto © facebook.com)

Queste sono le sensazioni centrali che emergono dalla lettura della terza opera letteraria della ticinese Francesca Orelli “Innamorata di un cantante”, nuovo capitolo della saga “I love rock’n’roll” di cui rappresenta il secondo capitolo in ordine di pubblicazione, in realtà il primo in ordine cronologico. Esso, per spirito e contenuto, si discosta solo in parte dal precedente “Nelle mani della ribelle” (di cui dovrebbe costituire il “prequel”), essendo anch’esso ambientato nel mondo dell’Hard Rock e in particolare nelle vicende dell’immaginario gruppo dei Blackshark, rock band di fama e successo mondiale. Dietro ai personaggi di volta in volta protagonisti dei (sinora) due capitoli di tale “novela” in realtà non è difficile riconoscere i componenti in versione “stilizzata” di una nota rock band ticinese di cui la Orelli si dichiara fan accanita da sempre.

La vicenda vede come protagonisti Daria Vismara e Steven Fuchet, rispettivamente la figlia del produttore dei Blackshark e il cantante lead vocalist della band. Cronologicamente la storia inizia con il flash back del loro amore adolescenziale, che viene quasi subito cinematograficamente “sfumato”, per un salto temporale di 8 anni dopo: al tempo presente della narrazione Steven Fuchet è il leader di una rock band di successo mondiale, libertino, preda di facili vizi e avido di donne e avventure a base di sesso sfrenato, da “brava rock star che si rispetti”. Daria invece, rimasta orfana di madre e poi di un padre che la trascurava (il quale, per inciso, è stato  anche lo scopritore dei Blackshark), si ritrova poi anche privata del… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui —> “lucamaciacchini.com“).

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