6 Giugno 2015

Politica, che fine ha fatto la questione del conflitto di interessi? Un nuovo testo previsto in aula il 26 giugno

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E’ da un anno che in Parlamento si parla di conflitto di interessi. Il 6 giugno del 2014, infatti, in commissione Affari Costituzionali alla Camera si avviò il dibattito su una serie di proposte di legge, la prima a firma del sottosegretario Pd, Gianclaudio Bressa, su questo argomento.

(affaritaliani.it)

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La riforma sul conflitto di interessi in Parlamento da un anno. Il dibattito, iniziato il 6 giugno 2014, andò avanti fino all’ottobre successivo quando fu adottato un testo base di 16 articoli che prevedeva, tra l’altro, tra i principi, la previsione che “I titolari di cariche pubbliche nell’esercizio delle loro funzioni sono tenuti ad operare esclusivamente per gli interessi a loro affidati”. Tra gli articoli anche una delega al governo per disciplinare le cariche di governo locali. Nel testo veniva prevista, poi, l’incompatibilità tra gli incarichi di governo e qualsiasi altro lavoro ad esclusione del mandato parlamentare.

Il dibattito su quel testo, si è fermato in Parlamento il 7 ottobre. E’ ripartito, però, il 26 marzo 2015 con la formazione di un comitato ristretto della commissione per mettere a punto un nuovo testo che è previsto in aula il 22 giugno prossimo. Mettere mano a questa materia è tra gli obiettivi dichiarati dal governo. Dopo l’esame di Montecitorio il testo dovrà passare al vaglio del Senato.

L’obiettivo del Pd sembra essere chiaro. Si tratta di modificare la legge Frattini evitando il rischio di dare vita a una “giurisprudenza creativa”. Il che, tradotto, vuol dire delineare norme che definiscono i profili e le condizioni per cui un soggetto si ritrova in conflitto di interessi superando il criterio per cui il conflitto di interessi interviene solo sugli atti. Ipotesi che però non è particolarmente gradita a Forza Italia.

Altri temi chiave sono poi la definizione dei soggetti a cui applicare la norma. Si tratta di decidere se far valere le misure solo per i componenti del governo o anche per i deputati, andando dunque a toccare il regime delle incompatibilita’; così come occorre stabilire quali debbano essere le sanzioni, in quale modo debbano essere graduate.

Necessario anche stabilire quale organismo sarà destinato a vigilare. Una nuova Authority o una commissione. Dopo la presentazione del documento la parola passerà comunque ai gruppi e sulla base del dibattito poi si cercherà di mettere a punto un nuovo testo base, che questa volta possa anche superare i rilievi posti dalla commissione Bilancio che tempo fa aveva avanzato dubbi sulle coperture. Anche se, è opinione condivisa, questo sarà il problema minore da affrontare. (ANSA)

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