8 Febbraio 2015

Nel commercio primi segnali di ripresa, boom delle attività gestite da stranieri. Il 2015 l’anno della ripresa?

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Il commercio reagisce alla crisi, e nella seconda parte del 2014 si iniziano a cogliere i primi segnali di ripresa del settore. Soprattutto dal punto di vista occupazionale, secondo le stime di Confesercenti, nel secondo semestre dell’anno il commercio ha registrato un aumento di oltre 57mila occupati, passando da 1,98 a 2,04 milioni di unità.

(romafaschifo.com)

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Torna a crescere il commercio negli ultimi sei mesi del 2014, il boom degli ambulanti stranieri. Secondo le stime della Confesercenti, da luglio 2014, si possono riscontrare i primi segnali di ripresa nel commercio, soprattutto per quanto concerne i dati sull’occupazione: nel secondo semestre, infatti, si è registrato un aumento di ben 57mila occupati, passato da 1,98 a 2,04 milioni di persone. Di questi, circa 31mila hanno trovato posto in un’attività gestita da imprenditori stranieri, che sono protagonisti di un vero e proprio boom: le imprese del commercio guidate da un cittadino extracomunitario nel 2014 sono ormai più di 136mila, di cui oltre 93mila nel solo commercio ambulante, dove gli imprenditori stranieri arrivano a costituire la metà del totale. Nel commercio al dettaglio in sede fissa le imprese straniere sono ormai 43mila, con una crescita del 6% nell’ultimo anno.  Negli ultimi anni gli imprenditori stranieri hanno mostrato una maggiore resilienza: dal 2011 al 2014 le imprese a guida extra-Ue registrate nel comparto sono aumentate del 16%, contro una riduzione del 6% di quelle italiane. Le attività straniere aumentano soprattutto nel commercio al dettaglio alimentare specializzato (+9,8% nel 2014) e nel dettaglio non specializzato (+7,7% nello stesso anno).

Il 2014 tra chiusure e ripresa, ma “il 2015 potrebbe essere l’anno della ripresa”. Complessivamente, sottolinea l’associazione, nel 2014 il commercio vede rallentare le chiusure di attività, mentre per alcuni comparti si registra il ritorno alla crescita del numero di imprese: soprattutto nel commercio ambulante (+5.455 imprese) e nel commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti moda (+7.019), alimentari (+580) e di informatica (+314). Continua invece la crisi del dettaglio fisso di prodotti alimentari non specializzati (-6.238) e delle edicole (-824). “La fase peggiore della crisi del commercio – spiega Massimo Vivoli, vice presidente vicario Confesercenti – parrebbe essere superata. Nel 2014 si scorgono segnali positivi, ed il 2015 potrebbe finalmente essere l’anno della ripresa. Si tratta però di una ripresa ancora da consolidare: serve una politica fiscale meno punitiva sui consumi, a partire dalla sterilizzazione del possibile aumento dell’Iva previsto dalla clausola di salvaguardia della legge di stabilità”. Tuttavia Vivoli sottolinea la necessità anche di “interventi per sbloccare il credito alle imprese e frenare la deriva della deflazione, che potrebbe gelare sul nascere la possibile ripresa”. (ADNKRONOS)

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