22 Dicembre 2014

In Italia undicimila partecipate: ben il 30% è inattivo, quasi un milione gli addetti. Ecco gli impietosi dati Istat

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Undicimila partecipate, di cui millecinquecento inattive e duemila senza addetti. Sono impiegati quasi un milione di addetti. Sono questi gli impietosi dati rilevati dall’Istat sulla giungla delle società partecipate in Italia.

(avvenire.it)

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Scandalo sulle partecipate italiane: 11mila imprese, inattivo un terzo. Nel 2012, secondo i dati dell’istituto, in Italia sono 11.024 le partecipate pubbliche, per un totale di 977.792 addetti. Il 25,6% delle unità analizzate nel rapporto dell’Istat è partecipato al 100% da soggetti pubblici, il 29,1% rientra in una forchetta compresa tra il 50% e il 99,9%, mentre il 27,1% risulta partecipato per una quota inferiore al 20%. La dimensione media delle imprese partecipate, fa sapere sempre l’Istituto di statistica, è di 124 addetti per impresa.

Tra le partecipate pubbliche le imprese attive sono solo 7.685, il 69,7% del totale. Nel suo Report sulle società pubbliche riferito al 2012 l’Istat fa sapere che le non attive sono 1.454, 994 quelle fuori dal campo di osservazione del registro Asia imprese; 891 le unità residuali che impiegano 9.963 addetti. Sono quasi 2 mila, per la precisione 1.896, le partecipate pubbliche con zero addetti, tra le 7.685 imprese attive.

Si tratta del primo rapporto Istat sulle partecipate pubbliche. E’ la prima volta che l’Istat pubblica un rapporto sull’intero universo delle partecipate pubbliche, prima i “censimenti” dell’Istituto di statistica si limitavano infatti alle controllate. Nella nota metodologica l’Istat spiega come la sua stima si sia avvalsa dell’utilizzo “integrato” delle basi di dati provenienti dalle “dichiarazioni sulla struttura delle partecipazioni rilevanti rese alla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob)”; dalle “dichiarazioni degli elenchi dei soci delle società di capitale iscritti al Registro delle imprese, gestito dalle Camere di Commercio”; dalle “informazioni desumibili dai bilanci civilistici e consolidati delle società di capitale. E ancora, dalle “dichiarazioni dell’elenco dei consorzi e delle società a totale o parziale partecipazione da parte delle Amministrazioni Pubbliche registrate nella banca dati Consoc del Dipartimento della Funzione Pubblica”; nonché dalle “dichiarazioni relative alle partecipazioni detenute dalle amministrazioni pubbliche al Dipartimento del Tesoro (Mef)”; e, infine, dalle “dichiarazioni relative alle partecipazioni detenute da regioni, province e comuni alla Corte dei Conti”. (ANSA)

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