27 Novembre 2014

Da Palermo Landini contro Renzi: “E’ peggio di Berlusconi sull’articolo 18. Pronti alla battaglia contro il Jobs Act”

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“Renzi ha fatto anche peggio di Berlusconi sull’articolo di 18”. Ne è convinto il leader della Cgil Fiom Maurizio Landini. “Siamo di fronte al tentativo – ha proseguito Landini, parlando a Palermo – di cancellare lo Statuto dei lavoratori: quando li puoi licenziare, controllare a distanza vuol dire che libertà e la dignità della persona dentro il luogo di lavoro non c’è più”.

(fanpage.it)

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A Palermo il leader della Fiom, Landini, contro il Jobs Act di Renzi. Il leader della Fiom, Maurizio Landini, torna a parlare del Jobs Act a Palermo, al corteo dei metalmeccanici siciliani per lo sciopero generale della Fiom-Cgil, e lancia un nuovo affondo a Renzi: “Può avere la maggioranza in Parlamento ma non ce l’ha nel Paese. Anche l’astensione alle regionali lo dimostra. Quando più della metà delle persone non va a votare vuol dire che chi governa non ha il consenso e non può parlare a nome della maggioranza del Paese. Noi non ci fermiamo, Renzi può mettere tutte le fiducie che gli pare, può fare votare come vuole, ma noi quella situazione lì non l’accettiamo Metteremo in campo qualsiasi iniziativa giuridica nei confronti dell’Europa, perché quelle regole sono contro la Carta dei diritti europei”.

Nessuna lotta per combattere l’evasione fiscale, la corruzione e la mafia”. Per il leader Fiom, “Renzi sta facendo quello che i poteri forti gli chiedono, non sta facendo né la lotta all’evasione fiscale, né alla corruzione e alla criminalità organizzata. Non sta portando l’Italia fuori dalla crisi. Uno da solo non cambia niente, i deliri di onnipotenza in questa fase è meglio non averli. Non bastano slogan a risolvere situazioni complicate”.

Landini: “Renzi peggio di Berlusconi”. Secondo Landini, inoltre, “Renzi ha fatto anche peggio di Berlusconi sull’articolo di 18. Siamo di fronte al tentativo di cancellare lo Statuto dei lavoratori, quando li puoi licenziare, demansionare, controllare a distanza vuol dire che libertà e la dignità della persona dentro il luogo di lavoro non c’è più. L’azienda è proprietaria di tutto”.

“Renzi ci sta facendo tornare al 1800.” Landini è un fiume in piena e dice ancora: “Renzi ci sta riportando al 1800. Bisognerebbe ricordare che il diritto di coalizione, il diritto, cioè, delle persone di organizzarsi collettivamente per fare il sindacato, lo riconobbe in Inghilterra, alla fine dell’Ottocento, un governo liberale perché riconosceva che il singolo lavoratore da solo è più debole nei confronti dell’impresa e, quindi, gli va riconosciuto il diritto e la libertà di organizzarsi collettivamente per non essere ricattabile”. “Questo principio liberale – aggiunge – oggi viene messo in discussione. Vuol dire che singole persone sono da sole di fronte all’impresa, che è più forte. Cancellare questa logica significa tornare indietro e mettere in discussione la libertà della persona”. E avverte: “Quando un governo non accetta il confronto con il sindacato, quando va avanti a colpi di fiducia, questo allarga i problemi di tenuta democratica”. (ADNKRONOS)

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