21 settembre 2014

Atto vandalico al “Maxxi” di Roma: danneggiata l’opera “UP 5&6” dell’artista Gaetano Pesce

Atto vandalico al Maxxi, a Roma, nei confronti di una opera di Gaetano Pesce, esposta nella piazza del museo in occasione della personale a lui dedicata. Lo denuncia il museo, precisando che la notte scorsa ignoti hanno danneggiato UP 5&6 versione gigante della poltrona a forma di donna creata da Gaetano Pesce nel 1969 per denunciare la condizione femminile.

(koimano.com)

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L’opera era stata voluta dall’artista in formato extra proprio per sottolineare l’attualità del tema. “Sono dispiaciuto e preoccupato”, commenta oggi Pesce. Così come la presidente della Fondazione, Giovanna Melandri, che parla di “brutto segnale di inciviltà”. Questa versione macroscopica di UP 5&6, sottolineano dal Maxxi, è alta sette metri e al suo interno sono riportate una serie di questioni sulla condizione di sofferenza della donna nel mondo oltre a uno speciale tributo a Malala Yousafzai e al suo coraggio. Proprio le pareti interne sono state danneggiate dai vandali, che le hanno colpite in diversi punti. La Fondazione Maxxi ha già denunciato alle forze dell’ordine l’accaduto ed è stato predisposto il restauro dell’opera.

Uno sfregio alla condizione attuale della donna. “Questo atto vandalico verso un’opera d’arte straordinaria che è anche un atto di denuncia contro ogni forma di violenza e discriminazione verso le donne, esposta nella piazza e fruibile da tutti gratuitamente, ci colpisce e ci addolora profondamente – dice Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI -. Negli ultimi tempi ci siamo impegnati moltissimo per aumentare l’offerta culturale gratuita del museo, nella convinzione che, in epoca di crisi, sia un dovere sostenere i consumi culturali e consentire a tutti di poterne fruire. Questo atto vandalico è un brutto segnale di inciviltà che tuttavia non ci fermerà: continueremo a esporre opere d’arte nella piazza e nella lobby, a organizzare gratuitamente talk d’artista, performance, rassegne di cinema, teatro, poesia”.

L’amarezza dell’artista Gaetano Pesce. “Sono passati 45 anni dalla prima edizione di UP 5&6 – dice Gaetano Pesce -. Questa seduta, che metaforicamente lega con una catena un corpo femminile a una palla, l’avevo concepita per denunciare la condizione di prigionia a cui la donna è condannata dai pregiudizi maschili. E proprio questa opera di denuncia – evidentemente oggi più attuale che mai – è stata al centro di un atto vandalico. Sono dispiaciuto e anche preoccupato.” (ANSA)

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