“Sono felice di comunicare che da oggi sono un giocatore del Delhi Dynamos e ambasciatore della nuova Super Lega indiana”. Così, su Twitter, Alessandro Del Piero annuncia il suo passaggio alla squadra indiana del Delhi Dynamos. Già dalle prime indiscrezioni sul possibile viaggio in India del campione del mondo 2006, intanto, si era allertato parte del mondo politico italiano. Il presidente di Fratelli d’Italia – Alleanza nazionale, Giorgia Meloni, non ha aspettato l’ufficialità e giocando d’anticipo ha subito rivolto un appello a Del Piero “affinché rifiuti l’offerta di giocare in India fin quando i nostri marò non torneranno in Italia”.

Alessandro Del Piero contrastato da Patrice Evra, nella sfida tra Juventus e A-League All-Stars (it.eurosport.yahoo.com)
La richiesta del presidente di FdI-An, Giorgia Meloni: “Del Piero rifiuti l’offerta per i nostri marò”. “Del Piero non ha bisogno né di soldi né di fama visto che è un simbolo indiscusso del calcio italiano e un’icona mondiale di questo sport. Una simile presa di posizione da parte sua – è l’opinione della Meloni – sicuramente non passerebbe inosservata e potrebbe essere un importante segnale nei confronti del governo indiano e della comunità internazionale”. “Mi si dirà che non spetta a un calciatore fare quello che la politica non sa fare, nessuno più di noi è critico verso l’inerzia degli ultimi governi. Ma – ha concluso l’esponente di di FdI-An – riteniamo che sia tutta l’Italia a doversi mobilitare, a partire dai suoi simboli più conosciuti”.
La replica di Alessandro Del Piero, dalla sua pagina pubblica di Facebook. “So che la mia scelta di andare a giocare in India – spiega Alessandro Del Piero, dalla sua pagina Facebook – ha sollevato qualche perplessità in merito ai rapporti tra Italia e India, legati alla vicenda dei due marò detenuti là. Detto che non credo di essere l’unico italiano che intrattiene relazioni con l’India per motivi professionali, so bene però che quello che faccio io ha un impatto mediatico più ampio: accetto volentieri le responsabilità che il mio ruolo comporta. Nel caso specifico sono consapevole e soddisfatto della mia scelta, non sto andando in un Paese “ostile” e l’ultima cosa che vorrei è una strumentalizzazione del mio ruolo, e soprattutto che lo sport diventi un mezzo utilizzato per dividere al posto che per unire. Da italiano, come tutti i miei connazionali, non sono insensibile alla vicenda dei nostri marò e spero si arrivi presto ad una conclusione positiva per loro, e soprattutto che sia la più giusta. Io sono un giocatore di calcio, andrò in India per giocare a calcio, per onorare il mio sport e fare ciò che in questo momento più sono felice di fare: portare un messaggio positivo abbinato ai valori dello sport e alla diffusione del calcio in Paesi lontani dai percorsi tradizionali del pallone. Come l’India con la sua “Indian Super League”.
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