15 Agosto 2014

Legambiente, Goletta Verde: “Il mare italiano è inquinato ogni 51 km di costa. Ad Abruzzo e Marche la maglia nera”

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Il mare italiano ha un punto inquinato ogni 51 chilometri di costa. E’ la denuncia che arriva da Goletta Verde, la storica campagna realizzata da Legambiente per monitorare le acque della costa italiana.

(novetv.com)

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La denuncia di Goletta Verde sui mari italiani. I risultati della campagna di quest’anno, svolta negli ultimi due mesi rappresenta più ombre che luci: su 264 campioni di acqua analizzati dal laboratorio mobile di Goletta Verde, sono stati ben 186 (il 55%) a risultare fuorilegge per i parametri microbiologici previsti dalla normativa. Occorre tuttavia sottolineare che l’85% di questi campioni inquinati è stato registrato presso foci di fiumi, canali e scarichi sospetti, mentre solo 22 dei 146 campioni fuorilegge riguardavano spiagge affollate da bagnanti.

In Abruzzo e Marche le spiagge più inquinate. Le criticità sono state riscontrate in gran parte delle regioni, con in testa alla classifica Abruzzo e Marche con, rispettivamente, l’88% e l’83% dei prelievi risultati inquinati. Seguono Calabria e Lazio, con il 79 e il 75% dei punti risultati critici. Le migliori regioni sono invece la Sardegna e la Toscana.

Il problema dei mari italiani è la mancata depurazione dei reflui civili. “Abbiamo monitorato oltre 7mila chilometri di coste facendo 32 tappe e possiamo dire che il bicchiere è forse più mezzo vuoto più che mezzo pieno”, ha detto Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente, presentando i dati del monitoraggio a Roma. “E’ dal 1986 – ha aggiunto – che monitoriamo costantemente lo stato di salute delle acque denunciando più volte il problema di una mancata depurazione dei reflui civili. Lo stesso governo ricorda che attualmente solo il 64% degli italiani è servito da impianti di depurazione e il ritardo che abbiamo accumulato rispetto agli obiettivi imposti dall’Europa ci potrebbe vedere infliggere una multa di mezzo miliardo di euro. Chiediamo quindi all’esecutivo – ha concluso Ciafani – di sbloccare le opere utili come quelle a tutela del mare anzichè di ricorrere al solito lungo elenco di opere stradali e autostradali”. (AGI)

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