20 Giugno 2014

Giornata mondale del Rifugiato, Unicef: il numero dei richiedenti asilo e degli sfollati supera i 50 mln. Prima volta dopo la seconda guerra mondiale

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Il numero di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati in tutto il mondo ha superato i 50 milioni, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale. Lo rivela l’ultimo rapporto dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). Alla fine del 2013, un totale di 51,2 milioni di persone risultavano sradicate da persecuzioni, crisi o conflitti, ben sei milioni in più rispetto ai 45,2 milioni registrati alla fine 2012, in particolare a causa dell’impatto del conflitto in Siria. Nella Giornata mondiale del rifugiato, l’Unicef chiede ai governi di “garantire ai bambini rifugiati stesse cure, servizi, dignità e protezione di tutti gli altri bambini.”

(myfreesyria.com)

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Unicef, numero bambini in fuga senza precedenti. “Mentre in Siria e negli altri paesi della regione le violenze si acuiscono, un numero senza precedenti di bambini in fuga cerca rifugio in Europa; questo li espone a grandissimi rischi, sia per i pericoli che affrontano durante la traversata del Mediterraneo, sia per l’incertezza che li attende nei paesi che li ospitano”. Lo afferma l’Unicef in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, sottolineando che “si aspettano ancora molti più bambini rifugiati dal momento che ‘la stagione degli sbarchi’ aumenterà il numero di persone che tentano un viaggio disperato”. “I bambini rifugiati, molti dei quali non sono accompagnati – si legge in una nota – sono spesso trattenuti in condizioni non sicure e inadeguate. Sono anche molto più vulnerabili ad abusi, sfruttamento ed altre violazioni dei loro diritti. Tutti i bambini hanno diritto alla protezione, come sancito dalla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza ed in particolare, più che mai, i bambini rifugiati.

Nel 2014 arrivati 9 mila minori, molti siriani. Quasi tutti i minori accompagnati prima soccorsi e poi sbarcati in Italia dal 1 gennaio al 31 maggio 2014, 1.542 su 2.124, sono bambini siriani, con un’età media di 5 anni ma anche molto piccoli, in fuga dal conflitto iniziato 3 anni fa insieme alle loro famiglie o a una parte di esse, perché qualcuno non è potuto partire.

La denuncia dell’Alto commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres. “Questi dati ci dicono che la pace è pericolosamente in deficit nel mondo – ha commentato l’Alto commissario Onu per i rifugiati Antonio Guterres -. Questi numeri sono possibili perché abbiamo osservato una moltiplicazione di nuove crisi, mentre allo stesso tempo le vecchie crisi non sembrano morire mai”. Nel dettaglio, dei 51,2 milioni complessivi, circa 16,7 milioni risultavano rifugiati, 33,3 sfollati all’interno del proprio Paese e quasi 1,2 milioni richiedenti asilo. “Questo massiccio incremento, inoltre, è principalmente dovuto alla guerra in Siria, che alla fine dello scorso anno aveva già costretto 2,5 milioni di persone a diventare rifugiati e altri 6,5 milioni sfollati interni – spiega il rapporto Unhcr – e costituisce un enorme numero di persone bisognose di aiuto, con implicazioni che si ripercuotono sia sull’entità degli aiuti internazionali dei paesi donatori, che sulle possibilità di assorbimento e la capacità di accoglienza dei paesi più prossimi alle aree di crisi dei rifugiati. Anche in Africa si è assistito a nuovi casi gravi di esodo forzato, in particolare nella Repubblica Centrafricana e, verso la fine del 2013, anche in Sud Sudan”. Sottolinea, infine, l’alto commissario Onu per i rifugiati Antonio Guterres: “Siamo testimoni dei costi immensi che derivano da guerre interminabili, dal fatto di non riuscire a risolvere o prevenire i conflitti. La pace è oggi pericolosamente difficile da raggiungere. La comunità internazionale deve superare le proprie divergenze e trovare soluzioni ai conflitti che colpiscono oggi il Sud Sudan, la Siria, la Repubblica Centrafricana e altri Paesi. È necessario che donatori non tradizionali si affianchino con maggiore impegno ai donatori di lungo corso. Questo perché oggi il numero di persone costrette alla fuga equivale alla popolazione di interi paesi di medie e grandi dimensioni”

(ansa.it)

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