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20 Maggio 2014

Calcio, Mondiali in Brasile: Greenpeace denuncia scandalo per produzione maglie, guanti, scarpe e “Brazuca”

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Il pallone ufficiale “Brazuca” e le scarpe da calcio “Predator” della Adidas per i Mondiali di calcio 2014 ma anche altri prodotti delle linee ufficiali e del merchandising di Nike e Puma conterrebbero una serie di sostanze chimiche pericolose.

(soccerbyives.net)

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Lo afferma Greenpeace sulla base dei risultati di nuove analisi. In particolare, negli scarpini “Predator” “sono stati rilevati livelli di Pfc (perfluorocarburi) 14 volte superiori ai limiti stabiliti dalla stessa azienda”. Cartellino rosso, quindi, per questi marchi, “che vestono i più grandi calciatori del mondo e promuovono i prossimi Mondiali di calcio con toni quasi eroici” mentre “le nostre analisi dimostrano che giocano sporco” denuncia Chiara Campione, responsabile campagna Detox di Greenpeace Italia.

L’associazione ambientalista spiega che “laboratori indipendenti hanno trovato sostanze chimiche pericolose come perfluorocarburi (Pfc), nonilfenoletossilati (Npe), ftalati e dimetilformammide (Dmf) nei prodotti di Adidas, Nike e Puma” che “vengono rilasciate nell’ambiente e risalgono la catena alimentare. Alcune sono considerate potenzialmente cancerogene, interferiscono con il sistema ormonale e hanno effetti negativi sulla riproduzione”, aggiunge Greenpeace.

Dai test “su 17 delle 21 scarpe da calcio e sulla metà dei guanti da portiere sono stati trovati Pfc ionici come l’acido perfluoroottanoico una delle categorie più tossiche” osserva l’associazione che punta l’indice anche contro le scarpe ‘Tiempo’ prodotte dalla Nike. Un paio di guanti da portiere ‘Predator’ della Adidas “contenevano livelli di Pfoa nettamente superiori a quelli stabiliti dalla stessa azienda nella propria lista delle sostanze ristrette. Il pallone ufficiale della Coppa del Mondo ‘Brazuca’ – prosegue Greenpeace – è risultato contaminato da nonilfenoletossilati (Npe), una sostanza che, rilasciata nell’ambiente, degrada in nonilfenolo conosciuto per essere tossico per i pesci e altri organismi acquatici. Gli Npe sono stati trovati anche in oltre due terzi delle scarpe analizzate e nella metà dei guanti”. Altre sostanze tossiche (ftalati e dimetilformammide) sono “state rilevate in tutte le 21 scarpe da calcio analizzate”.

Il Dmf, sostanza utilizzata come solvente nella produzione di scarpe sportive, spiega Greenpeace, “interferisce con la riproduzione ed è nocivo se viene a contatto con la pelle”. Livelli molto elevati di ftalati (15%) “sono stati riscontrati nella stampa al plastisol di una maglietta da calcio Adidas realizzata e venduta in Argentina e sul cinturino di un paio di guanti da Puma (6%) prodotti in Ucraina e venduti in Italia. Livelli così alti – sottolinea Greenpeace – suggeriscono l’uso intenzionale di plastificanti, in contrasto con le politiche aziendali di entrambe le aziende e decisamente superiori ai limiti fissati nei loro programmi di gestione delle sostanze chimiche pericolose”.

(adnkronos.it)

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