Dopo aver pubblicato l’intervista a Paolo Oldani, candidato sindaco a Montegrino Valtravaglia con la lista “Vivi Montegrino”, abbiamo intervistato anche l’altro candidato, Fabrizio Prato, fratello del compianto Mario, che guida “Il Comune al vostro servizio”. Si voterà domenica dalle ore 7 alle 23.
Fabrizio Prato, classe ’61, è laureato in medicina e chirurgia e medico condotto dal 1996 nei paesi di Montegrino, Bosco, Grantola, Mesenzana e Brissago. Nato e cresciuto a Montegrino, ha deciso di candidarsi e di guidare la lista “Il Comune al vostro servizio”.
Per quale ragione ha deciso di candidarsi?
Ho deciso di candidarmi sindaco di Montegrino Valtravaglia per continuare il lavoro di mio fratello. Un lavoro che era partito nel 2009 e stava continuando fino alla sua scomparsa, che ha interrotto il progetto di Mario. Le nostre priorità, così, sono quelle di portare avanti la stessa linea, le stesse idee e gli stessi progetti, terminando quello che si era già prefissato.
Quali sono gli obiettivi della vostra lista “Il Comune al vostro servizio”?
Partendo dal nostro della nostra lista, come abbiamo fatto in questi anni, continueremo a lavorare per i cittadini. Verranno privilegiate le attività di manutenzione e pulizia delle strutture esistenti e delle infrastrutture esistenti, il loro completamento e l’eventuale espansione a vantaggio dell’efficienza dei servizi ai cittadini. Compatibilmente con i finanziamenti e le risorse economiche lavoreremo per migliorare l’acquedotto e le tubature a Sciorbagno, la fognatura in alcuni tratti di paese, rifaremo alcuni parcheggi, avremo attenzione per la viabilità e bonificheremo rilanciando la Pineta Bassa. Un occhio di riguardo anche per scuola, servizi sociali e tutti quei piccoli lavori da effettuare in base alle esigenze.
Da chi è composta la lista? Ci può presentare i candidati?
Si tratta di persone che hanno quasi tutte un’esperienza amministrativa nel nostro paese. I candidati sono tutti quella della lista presentata alle scorse elezioni, ma ci sono anche tre new entry. Si tratta di cittadini che provengono e rappresentano ognuno una frazione di Montegrino. Il gruppo è eterogeneo a livello territoriale. Vorrei citarli uno per uno, ringraziandoli anche per quello che stanno facendo: Silvia Campoleoni, Manuel Bellotta, Armando Moroni, Fortunato Sgarlata, Giovanni Moroni, Leonardi Monica, Marco Gugole, Franco Rabbiosi, Sergio De Vittori e Cataldo Como.
In tanti appartengono alla lista dello scorso mandato, che raccoglie l’eredità di suo fratello Mario. Cosa significa per lei?
Sarà un compito difficile e arduo, soprattutto in questo periodo storico. Difficile per due motivi: mio fratello aveva delle competenze migliori delle mie. Lui era laureato in giurisprudenza, quindi masticava bene leggi e decreti molto bene. Io dovrò imparare al meglio, data la mia formazione medico-scientifica, ma ho già ricoperto il ruolo di consigliere comunale in passato, per cinque anni, quindi la sfida non mi fa paura. Sarà un compito arduo perchè tra patti di stabilità, pareggi di bilanci e altro, nonostante potenzialmente si possano avere soldi, si è bloccati dal spenderli perchè sono vincolati. L’idea di portare avanti quello che lui aveva in mente sta prendendo forma. Ci vorrà del tempo e non so se riusciremo ad organizzarlo. Motivo d’orgoglio, però, aver inaugurato due settimane fa una piccola biblioteca in piazza, dove c’è la Pro Loco. Una cosa modesta, piccola, ma molto utile. Lui ci teneva questo e mi auguro possa ampliarsi e possa essere un punto di riferimento per i giovani di Montegrino.
Quale il rapporto che ha con i cittadini?
Il rapporto è cordiale e buono, anche perchè con il lavoro che faccio almeno la metà di loro sono anche pazienti, altrettanti sono amici. Senza dubbio capiterà di scontrarsi con alcuni di loro, qualora dovessi essere eletto, ma dovrò cercare di separare l’aspetto medico-professionale da quello amministrativo.
Crede vi siano problematiche a Montegrino Valtravaglia? Quali?
Grossi problematiche non ce ne sono, per cui qualcuno è talmente scontento dell’amministrazione precedente da evidenziarlo. Ci sono tanti piccoli problemi: quello della neve, quando nevica, che i cittadini pretendono la pulizia nella propria via, oppure la manutenzione delle strade… Penso si tratti di cose normali, che si trovino in qualsiasi comune.
Cosa è stato fatto e cosa c’è ancora da fare?
Sono tante le opere messe in piedi dalle due scorse amministrazioni e che, piano piano, hanno reso sicuramente Montegrino un paese migliore per tutti i cittadini. Progetti e servizi piccoli, ma molto utili alla popolazione: la struttura del debatterizzatore, per le acque che scendono dall’acquedotto nelle case, la nuova palestra della scuola in via di completamento, che entro fine anno dovremo finirla. un nuovo Scuolabus ed un nuovo Pick-up per la Protezione Civile, impianti fotovoltaici, il ripristino di via Fabiasco e la strada di collegamento tra via Garibaldi e via V. Veneto.
Quale la vostra posizione sull’Ospedale di Luino, così tanto importante su tutto il territorio?
Il mio è un pensiero personale e mi auspico che l’Ospedale di Luino possa restare così, a condizioni migliori di adesso. Lo dico da medico. Non per colpa di chi ci lavora, che fanno i salti mortali, medici, infermieri, ASA, OSS e quant’altro, che fanno veramente di tutto per tenerlo in piedi. Lo stanno destrutturando piano piano, tanti ambulatori come pneumologia, diabetologia, cardiologia. Non si può aspettare un anno per una visita cardiologia, è impossibile. Facciamolo funzionare, manteniamo il nostro ospedale, però vediamo di farlo funzionare bene. Avere qui qualcosa che poi non va, non ha senso. La radiologia da venerdì sera al lunedì non avrà il radiologo, ci sarà solo il tecnico, e l’esame verrà mandato a Varese e da lì diranno quale sia l’esito e quello che vi è da fare.
E quella sui migranti, così tanto discussa negli ultimi mesi?
Noi non abbiamo posti pubblici da destinare per l’accoglienza dei migranti. Per quanto possa arrivare un’ordinanza dal prefetto, dove li mettiamo? Sicuramente ci sono tante situazioni di anziani e di anche altre famiglie, più giovani, che hanno tanti problemi anche loro. Con questo non voglio dire risolviamo prima loro, ma sicuramente se avessi delle case comunale da adibire, magari do la priorità ad un anziano che ha pagato per sessant’anni le tasse, che ha vissuto qua e ora non arriva a fine mese, a pagare le tasse. Questo però non vuol dire che non accetterò, se dovesse succedere, di accogliere dei migranti. Non è una questione di razzismo, assolutamente. Ma non abbiamo le strutture.
Quali le prime decisioni che prenderete qualora veniste eletti dalla cittadinanza?
Nel nostro programma ci sono due tre-priorità: uno è la scuola, attivata ormai da anni, che ora ha anche un numero di matricola, non più un distaccamento di Grantola. E’ autonoma. La scuola è stato un traino per creare legame e comunione tra i bambini e le famiglie. Fino a 25 anni fa Montegrino e Bosco erano due campanili, si facevano la guerra tra di loro. Ora questi 73 bambini giocano e passano le giornate insieme. Oltre al sistema di videosorveglianza, un progetto già predisposto, sarà importante per noi bonificare e rilanciare la Pineta Bassa. Fra qualche mese uscirà il nuovo appalto per trovare un altro gestore. Potrebbe essere un grande punto di forza per il rilancio del nostro territorio.
Con quest’ultima intervista abbiamo intervistato tutti i candidati sindaci della nostra zona che domenica andranno al voto per eleggere le nuove amministrazioni. Si voterà dalle 7 alle 23 a Cremenaga, Lavena Ponte Tresa, Montegrino Valtravaglia e Brezzo di Bedero. Solo due i candidati che non siamo riusciti ad intervistare.
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