10 Febbraio 2019

Oggi si celebra il “Giorno del Ricordo”, per omaggiare le vittime delle foibe

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Il Giorno del ricordo è stato istituito il 30 marzo 2004 e la legge che ne determina i parametri legislativi è la n. 92 votata e approvata, a larga maggioranza, dal Parlamento italiano il 16 marzo 2004. La legge stabilisce che il 10 febbraio di ogni anno vengano commemorate le vittime delle foibe: uomini e donne uccisi in Istria, Dalmazia e nelle provincie del confine orientale dai partigiani jugoslavi durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. In tale giorno si commemorano anche i cittadini italiani che furono costretti a lasciare le loro case e i loro beni in Istria, Dalmazia e Fiume per sfuggire alle persecuzioni del nuovo governo jugoslavo del maresciallo Josip Broz Tito.

La legge, inoltre, stabilisce che siano previste iniziative per diffondere la conoscenza di questi tragici eventi e che ciò avvenga nelle scuole di ogni ordine e grado e che attraverso istituzioni e enti sia favorita la raccolta e la diffusione di documentazioni riguardanti gli eccidi delle foibe e gli esodi, affinché ne sia conservata la memoria. Infine, la legge stabilisce che vengono favoriti dibattiti, incontri e convegni su questo aspetto della storia italiana ed europea e sugli avvenimenti che ne hanno caratterizzato le cause e le conseguenze. La commemorazioni avvengono al Quirinale di fronte al Presidente della Repubblica e in molte città nelle vie e nelle piazze che ricordano i massacri delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata.

Cosa sono le foibe? Con questa espressione si identificano i massacri e gli eccidi che furono perpetrati dai partigiani jugoslavi ai danni delle popolazioni italiane (cittadini italiani di etnia italiana e di etnia slovena e croata) per motivi sia etnici che politici i quali risiedevano nella Venezia Giulia e nella Dalmazia.

Il periodo storico è la Seconda guerra Mondiale e gli anni immediatamente successivi al conflitto. Le foibe sono delle voragini profonde all’interno delle quali venivano gettati i corpi delle vittime. Tali voragini erano presenti nella Venezia Giulia e si chiamavano appunto foibe. Furono soprattutto luoghi di raccolta dei cadaveri. Infatti i prigionieri venivano giustiziati soprattutto nei campi di prigionia e durante il trasferimento. A volte le vittime venivano gettate nelle foibe quando erano ancora vive. Come tutte le tragedie che sono state generate da decisioni politiche e ideologiche anche le foibe sono oggetto di interpretazioni e polemiche; il dato oggettivo dei massacri però rimane e la decisione della sua commemorazione è un passo avanti verso il ricordo delle vittime della barbarie e della furia omicida.

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